Il Tirreno

Versilia

Aggredito senza motivo in discoteca

di Cesare Bonifazi
Aggredito senza motivo in discoteca

Un diciassettenne versiliese è stato preso a pugni al Kùku di Lucca da un gruppo di ragazzi stranieri e ha sporto denuncia

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MASSAROSA. Prima uno spintone, poi un pugno in faccia, così il gruppetto di extracomunitari si è avvicinato ad un diciassettenne che abita in Versilia e lo ha accerchiato. Nessuna provocazione, nessuno sguardo strano o di sfida, solo la volontà di attaccar briga. Questo il racconto che fa la vittima, un diciassettenne versiliese che voleva passare una serata tranquilla in discoteca. Il teatro di questa dolorosa e deliberata aggressione è stata la pista del Kùku di Lucca, la sera tra mercoledì e giovedì scorsi.

In discoteca il ragazzo arriva con la propria comitiva. Ad accompagnarlo i genitori dell’amico che poi l’ospiterà per la notte. Sono arrivati verso mezzanotte, una mezz’oretta di attesa al freddo per la coda che si è formata all’entrata e poi l’ingresso in pista. Musica a tutto volume, batteria in quattro quarti, cocktail e tanta gente. Un sabato sera partito in maniera ordinaria. Il ragazzo e i suoi amici si mettono a ballare tra l’ingresso ed i tavoli, proprio al centro della discoteca. All’improvviso - così la denuncia - due ragazzi gli si parano davanti e altri quattro arrivano da dietro. Tutti stranieri, dal racconto. I ragazzi continuano a ballare facendo finta di niente, ma gli altri li fissano. A quel punto la situazione esplode: parte la prima spinta e credendo di aver urtato qualcuno il ragazzo chiede scusa e volta le spalle. Ma arriva un’altra spinta che lo fa cadere sopra ai suoi amici. Nel rialzarsi sente una mano poggiarsi sulla spalla, si volta e gli arriva in pieno volto un pugno che gli rompe un dente.

«Siamo andati a cercare qualcuno dello staff ma nessuno degli addetti mi ha prestato soccorso o ha chiamato le forze dell’ordine - racconta il ragazzo -: ho fermato un buttafuori e gli ho indicato il gruppetto di persone che mi aveva aggredito ma, non essendo in grado di riconoscere chi mi ha dato il pugno lui non ha fatto niente: non li ha cacciati».

Il dolore intanto cresce ed il ragazzo, che non ha chiamato l’ambulanza, raccoglie un po’ di ghiaccio dal bancone del bar e si tampona la faccia per sentire meno male. Al Pronto soccorso andrà il giorno dopo, quando la guancia si è gonfiata.

Non sarebbe la prima volta che in quella discoteca avvengono episodi del genere, ma dalla proprietà nessuno si scompone: «Evidentemente non c’erano sufficienti elementi per portare quei ragazzi fuori dal locale - dichiara il portavoce del Kùku, Marco Baccelli - Noi facciamo selezione all’entrata e non può entrare chiunque. Quando succedono episodi del genere solitamente sia le vittime che gli aggressori vengono messi alla porta e chiamiamo i carabinieri. Nel locale in passato abbiamo avuto problemi, questo è vero. Ma ultimamente abbiamo aumentato la sicurezza e stiamo molto più attenti a chi entra. È stato solo un episodio e noi di norma prestiamo aiuto se succedono episodi del genere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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