Meteo
Tasse cimiteriali il Tar annulla gli atti del Comune
Il tribunale amministrativo ha dato ragione ai cittadini che non dovranno pagare il canone sulle concessioni perpetue
MASSAROSA. Addio tasse cimiteriali sulle concessioni perpetue, una sconfitta per l’amministrazione di Massarosa che aveva tentato di istituire un canone per i loculi, le tombe e le cappelle gentilizie che erano state concesse prima del 1975. Vengono lasciati in pace quindi sia i defunti massarosesi sia i loro cari in vita che non dovranno pagare cifre esorbitanti per un posto al cimitero.
Il tribunale amministrativo di Firenze ha dato torto alla squadra del sindaco, Franco Mungai, e, dopo mesi dalla sua decisione, il Tar regionale ha pubblicato finalmente la sentenza che pone uno stop decisivo alla tassazione sui cimiteri annullando le decisioni della giunta.
Nelle prossime ore verrà chiarito anche se l’amministrazione avrà intenzione di impugnare la decisione del Tar e andare al Consiglio di Stato per provare a ribaltare il risultato ottenuto.
Tutto nasce dal ricorso di alcuni cittadini rappresentanti dall’avvocato Massimiliano Micheli. A chiedere l’aiuto di un legale erano stati tutti quei massarosesi titolari di concessioni cimiteriali perpetue rilasciate prima del 1975 ai quali era stato chiesto di pagare una sorta di “affitto”, una tassa da versare in maniera cadenzata, per far riposare i propri defunti. I cittadini hanno deciso di impugnare gli atti con i quali il Comune di Massarosa, pur confermando la perpetuità di quei loculi, assoggettava le concessioni al pagamento di un salato canone periodico.
L’amministrazione comunale aveva infatti deliberato che tutte le concessioni cimiteriali, sia perpetue che temporanee, venissero “tassate”.
In seguito a questa decisione il Comune aveva inviato alcune lettere con le quali chiedeva questo “affitto” entro 15 giorni dalla richiesta. Ma per alcuni quella cifra era insostenibile, considerando sono arrivati da pagare, in due settimane, anche 20mila euro.
Una tassa molto alta che ovviamente ha creato il caso politico che è stato cavalcato nei mesi dagli avversari di Mungai, primo tra tutti Alberto Coluccini il quale aveva definito «ingiusto» il provvedimento, descrivendo gli amministratori come dei «tombaroli».
«La questione su cui va posto l’accento è che dal 1975 non sono state più concesse quelle che vengono chiamate “concessioni perpetue” ma solo quelle di tipo “temporaneo”. Sono ammesse soltanto concessioni cimiteriali a tempo determinato, diciamo, ma continuano tuttavia a sopravvivere quelle “eterne” che sono state rilasciate in epoca anteriore, come sono quelle dei ricorrenti che ho rappresentato. Tutti titolari di concessioni cimiteriali perpetue rilasciate prima del 1975, appunto - spiega l’avvocato Micheli - adesso le concessioni possono durare anche cent’anni, per intendersi, ma devono comunque prevedere una scadenza precisa. A queste può essere applicato un canone ma coloro che prima di quella data avevano stipulato una concessione perpetua hanno già dato il loro “contributo” e sulla loro disciplina non può semplicemente intervenire il sindaco ma solo una legge statale. Il Tar dà ragione ai cittadini che non dovranno spendere un euro».
La sentenza condanna infatti il Comune che, quindi, non può decidere su materie che sarebbero di competenza statale: l’errore che ha commesso l’amministrazione è principalmente quello di aver equiparato la disciplina delle concessioni perpetue a quella di quelle temporanee e la sentenza ha come effetto quello di annullare completamente gli atti comunali che stabilivano questo canone.
«Adesso l’amministrazione - afferma l’avvocato Micheli - dovrà trovare da altre parti i soldi che aveva previsto in bilancio e che pensava di ricavare da questa “tassazione”».
Secondo alcune stime fatte all’epoca dei fatti, infatti, il Comune aveva calcolato una cifra piuttosto ingente, un milione e 970mila euro, considerando che le concessioni perpetue rappresentano circa il 10% del totale: circa1400 famiglie massarosesi.
Il tariffario stabilito era ben preciso: circa 650 euro per i loculi perpetui, 1350 per le tombe a un posto, circa 2000 euro per quelle a due posti e 12.500 euro circa per le cappelle gentilizie.
Tutto annullato, sempre che Mungai non decida di andare al Consiglio di Stato per ribaltare la sentenza.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
