Il Tirreno

Versilia

Ecco i primi rinforzi all’ospedale per velocizzare visite ed esami

di Matteo Tuccini
Ecco i primi rinforzi all’ospedale per velocizzare visite ed esami

Due nuovi già in medicina generale, un radiologo in arrivo a febbraio e un neurologo forse a marzo Ma per i sindacati il gap è ancora ampio: «Pronto soccorso, chirurgia e ginecologia sono allo stremo»

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VIAREGGIO. Due rinforzi per la medicina generale sono già al lavoro. Uno arriverà in radiologia a febbraio, un altro sarà a disposizione della neurologia (forse) a marzo. D’accordo, non è la campagna acquisti dei sogni quella che sta facendo l’ospedale Versilia. Ma con i tempi che corrono - e soprattutto con la necessità di ridurre subito le attese per visite ed esami - è manna dal cielo. A riconoscerlo è anche un sindacalista battagliero come Daniele Soddu (Fsi): «Dobbiamo essere onesti e dire le cose come stanno - dice - Oggi la medicina è più tranquilla, mentre la neurologia sembra avviata a una sistemazione grazie a un accordo temporaneo che abbiamo fatto con la direzione dell’ospedale. Ovviamente restano aperte le questioni su altri reparti». Pronto soccorso in primis.

Il gap da colmare. Quattro medici in più, di cui due ancora da vedere nella pratica - ma almeno il radiologo sembra soltanto una questione di tempo - non possono colmare le defezioni che l’ospedale Versilia ha avuto negli ultimi due anni. Come noto, tutto nasce dai prepensionamenti imposti dalla Corte dei Conti, che aveva contestato all’ex Asl Versilia lo sforamento di un parametro di bilancio nella spesa del personale. Un tecnicismo che ha imposto sacrifici enormi a partire dall’anno scorso. I numeri? Al 31 dicembre 2014 il “Versilia” aveva 342 medici, di cui 6 part time; un anno dopo erano 318, con 4 part time. Parliamo di 24 medici in meno nel giro di pochi mesi: non è uno scherzo. Soprattutto quando le defezioni colpiscono lo stesso reparto, com’è accaduto per la chirurgia generale e la radiologia. A questo bisogna aggiungere le assenze temporanee - malattie e gravidanze - oppure gli addii imprevisti. Come quello di un radiologo che nelle scorse settimane ha lasciato l’ospedale per andare a lavorare nel settore privato.

Le soluzioni temporanee. La medicina, con due professionisti nuovi già in carico, può dirsi soddisfatta. Ed è una bella notizia: questo reparto è il cuore pulsante dell’ospedale, ha bisogno di essere al meglio sia per le cure da fornire in generale, sia per i tanti pazienti che arrivano al ricovero dal pronto soccorso. Per quanto riguarda la radiologia, il reparto sta facendo fatica a causa delle caselle lasciate vuote da prepensionamenti, assenze temporanee e addii. Il medico che arriverà a febbraio aiuterà sicuramente i colleghi a smaltire parte delle liste d’attesa per visite ed esami, che restano imponenti. Passando alla neurologia, ad oggi l’accordo tra direzione ospedaliera e sindacati prevede il supporto di un neurologo che è in organico alla riabilitazione. E che darà una mano fino a quando non verrà fatto il concorso per l’assunzione di nuovi medici. L’impressione è che si andrà a primavera.

Chi è ancora in sofferenza. Il pronto soccorso resta in cima ai pensieri di tutti. In questi giorni entrerà in servizio il nuovo primario, il dottor Giuseppe Pepe: a lui i sindacati chiederanno a breve un incontro per fare il punto della situazione. Ovviamente dopo avergli dato il tempo di capire come intervenire. «Per troppe persone che si recano al pronto soccorso - afferma la Cgil in una nota - si riscontrano disagi a causa dei tempi di attesa nella sala di aspetto prima della effettiva presa in carico, con la dovuta risposta al bisogno. Il tutto a causa di fattori diversi: carenza di organici, organizzazione del lavoro, mancanza di filtro da parte del territorio. Rispetto a tutto ciò è necessario una tavolo specifico». Anche la ginecologia ha perso di recente un contratto a termine: per questo il sindacato Fsi chiede di valutare rinforzi. E allo stesso tempo diffida l’Asl a proseguire con gli spostamenti dei professionisti verso altri ospedali in caso di bisogno, a maggior ragione se i ginecologi servono al “Versilia”. Infine viene definita allo stremo anche la chirurgia, che nel 2015 ha registrato tre prepensionamenti in un colpo solo.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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