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Tutti d’accordo: sono state elezioni politiche

Tutti d’accordo: sono state elezioni politiche

VIAREGGIO. Come un voto politico. Quella di domenica è stata una consultazione in cui si è andati alle urne per dire sì o no alla riforma costituzionale, al governo, a Matteo Renzi. Inevitabili...

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VIAREGGIO. Come un voto politico. Quella di domenica è stata una consultazione in cui si è andati alle urne per dire sì o no alla riforma costituzionale, al governo, a Matteo Renzi. Inevitabili tuttavia le letture del risultato anche in chiave locale. Con una domanda su tutte: quali conseguenze potrà avere il responso di domenica sugli assetti politici versiliesi?

«Non vedo alcun automatismo tra il dato del referendum e le prossime amministrative - risponde Alessandro Del Dotto, sindaco di Camaiore che a primavera si candiderà per il secondo mandato - mi confortano due fatti: le elezioni politiche (e queste lo sono state) e quelle amministrative sono cose diverse (ricordo come nel 1994 proprio a Camaiore i cittadini votarono alle politiche per Berlusconi e contemporaneamente elessero il primo sindaco progressista della storia della città); e poi a livello locale contano le persone, la loro credibilità, onestà, trasparenza, la lealtà a un progetto e una visione della città».

Sulla stessa linea l’ex sindaco di Seravezza Ettore Neri: «Gli amministratori locali, parlo di quelli del Pd, in Versilia hanno dimostrato di sapersi fare apprezzare. Anche se il partito è strutturalmente debole. Non credo che sul piano locale si producano conseguenze rilevanti. In questa vicenda referendaria evidentemente qualcuno ha sbagliato calcoli politici, dimostrando che è necessario rinnovare la struttura nazionale del partito».

Può cantare vittoria Massimo Mallegni, il sindaco di Pietrasanta e vicecoordinatore vicario che ha guidato Forza Italia nella battaglia per il no. «Forza Italia ha dato una grande prova di solidità e vitalità in questo referendum. Ed è tornata riferimento per tutto il centro destra e per tutto lo scenario politico regionale e nazionale. Sono state le alternative, le nostre proposte concrete, a far pendere la bilancia verso il no. La discesa in campo di Berlusconi nel momento cruciale è stato un quid indispensabile. La politica di Renzi è stata bocciata».

Esulta anche il comitato per il no con Anpi Viareggio e Arci Versilia: «Accogliamo con entusiasmo anche i dati che provengono dalla Versilia dove si è registrata una netta vittoria del nostro fronte».

«Si è trattato comunque di una grande prova di partecipazione democratica, anche se il risultato a cui ha portato lascia sul tavolo non poche preoccupazioni per il paese» è il commento della senatrice Manuela Granaiola.

Il risultato elettorale viene letto come un auspicio dall’ex presidente del Parco di Massaciuccoli Fabrizio Manfredi («il Pd riapra finalmente a tutti livelli al suo interno un vero confronto democratico e ritorni ad essere il principale interprete dei bisogni e delle istanze della nostra gente») e dal consigliere dell’associazione civica Massarosa Alberto Coluccini («spero sia l'inizio della fine anche a livello locale dell'arroganza di amministrare del Pd come a Massarosa dove ormai da troppo tempo amministra solo a colpi di delibere di giunta anziché di regolamenti e atti di indirizzo del consiglio comunale»).

«Il referendum - commenta Deborah Bergamini di Fi -ci consegna un esempio importante da seguire, in attesa che si arrivi alla sfida elettorale in cui non ci saranno più 2 fronti, quello del Sì e quello del No, ma tre poli: il centrodestra, la sinistra e il M5S».

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