Il Tirreno

Versilia

Un versiliese ai vertici dei Servizi segreti

Un versiliese ai vertici dei servizi
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Un versiliese ai vertici dei servizi

Valerio Blengini, 59 anni, a un passo dalla nomina a vicedirettore dell’Agenzia per la sicurezza interna

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VIAREGGIO. Non era difficile, fino a poco tempo fa, incontrarlo in Passeggiata - la domenica mattina - all'altezza del Gran Caffé Margherita, luogo di ritrovo di molti personaggi di peso in città. Poi gli impegni romani si sono fatti sempre più pressanti per Valerio Blengini, prossimo ai 59 anni, per il quale sembra imminente la nomina a vicedirettore dell'Aisi, ovvero l'Agenzia italiana per la sicurezza interna. Struttura che è parte del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica con compiti di informazione, sicurezza ed in parte anche di controspionaggio all'interno del territorio nazionale. Quello, insomma, che una volta si chiamava servizio segreto. Ed oggi è guidato da Alessandro Pansa.

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Blengini, origini torinesi, è versiliese d'adozione. Sposato, padre di due figli ormai grandi, abita infatti a Bargecchia. Almeno quando non è a Roma o in giro per l'Italia dove il lavoro delicato che svolge lo porta. Il prossimo vicedirettore dell'Agenzia per la sicurezza interna, infatti, opera già in ambito Aisi come un capodivisione facente funzione di caporeparto: il suo ufficio coordina i centri periferici dell'Aisi di tutta Italia.

Di lui, nelle ultime settimane, si è molto occupato il sito "Dagospia" dando conto, passo dopo passo, dell'iter che in ambito Presidenza del consiglio dei ministri - cui l'Aisi fa riferimento per legge - è stato avviato per arrivare al conferimento dell'incarico. Operazione che ha sicuramente visto al fianco di Valerio Blengini il capo della polizia, Franco Gabrielli, in virtù del forte legame che esiste tra i due. Tanto che Blengini di Gabrielli è stato capo di gabinetto tra il 2006 ed il 2008, quando l'oggi capo della polizia fu nominato a capo dell'Aisi dal Governo Prodi. All'epoca Blengini dirigeva l'ufficio toscano dell'Aisi dove era approdato nel 2002 dopo l'esperienza maturata nell'Ucigos (Ufficio centrale per le investigazioni generali e per le operazioni speciali) che oggi non esiste più.

Lungo il percorso per la nomina si è presentato un ostacolo che oggi sembra in via di superamento se non addirittura superato: le regole fissate ponevano - per la nomina a vice direttore - il vincolo di essere stato per almeno tre anni capo reparto di un servizio segreto. Un paio di scatti di carriera, insomma, in un colpo solo.
Nelle ultime settimane gli uomini del presidente del consiglio Matteo Renzi hanno molto lavorato per sciogliere il nodo, ripercorrendo la carriera di Blengini per mettere insieme tempi del servizio sufficienti allo scatto di carriera. Da ultimo si è pensato ad una modifica dei criteri generali che regolano la progressione di carriera in questo ambito.

«Ci stanno provando», è l’informazione raccolta dal “Tirreno” in ambiti vicini alla stessa Aisi. E sembra andare in questo senso proprio il decreto del presidente del consiglio dei ministri, numero 3 del 24 novembre scorso, con il quale In attuazione della legge 3 agosto 2007, numero 124, è stato adottato il "Regolamento che modifica il decreto del presidente del consiglio dei ministri 23 marzo 2011, numero 1 ed il decreto del presidente del consiglio dei ministri 19 maggio 2015, numero 3».
 

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