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«Troppo poche le sterilizzazioni»
La protesta dell’associazione “Nati liberi Versilia”: tutte le spese a carico dei volontari
VIAREGGIO. L’associazione onlus “Nati Liberi Versilia” è stanca di dover provvedere autonomamente alle tante sterilizzazioni di cani e gatti. Da tempo le Asl ne garantiscono poche, non sono sufficienti per tutti gli animali di cui i volontari si occupano insieme ad “Asav Versilia” e “Lida”. Dopo molte spese e sacrifici, i componenti dell’associazione hanno deciso di riunirsi davanti ai municipi per chiedere ai sindaci più attenzione sulla questione. Sterilizzare un animale costa, e se a dover essere sterilizzati sono circa 350 all’anno tra cani e gatti, la spesa si aggira sui 3.500 euro, interamente a carico dei volontari. I quali, per recuperare qualcosa, organizzano cene di beneficenza e distribuiscono calendari. Tanti sacrifici ripagati dall’affetto delle bestioline, ma sempre più insostenibili, a fronte del poco impegno da parte di Comuni ed Asl. «Purtroppo l’Azienda sanitaria locale riesce a sterilizzare una sola volta a settimana, a causa di mancanza di personale, secondo quanto ci è stato riferito – sostiene Lory Bottari, vicepresidente di “Nati Liberi Versilia” – ma noi abbiamo bisogno di 16 interventi a settimana. Sterilizzare è importante». Sono tanti, infatti, gli animali sperduti nella nostra zona. «Non si tratta di randagismo – spiega Bottari –: in Versilia, in tanti anni da volontaria, non ho mai visto un randagio. Ma di animali scappati da casa o che si sono perse». Il fenomeno, purtroppo, è in crescita. La stessa Bottari, a Valdicastello, gestisce un’intera colonia felina. «Non abbiamo alcun gattile a disposizione – spiega Michela Bertolozzi, presidente dell’associazione versiliese –. Così, quando troviamo qualche animale in difficoltà, dobbiamo prenderlo in carico. E la nostra casa diventa casa sua. Pochi giorni fa, per esempio, abbiamo soccorso un micetto che era stato investito da una macchina, in pessime condizioni di salute. Le cure sono state interamente a carico nostro». Secondo la legge 281 del 1991, l’azienda sanitaria locale deve occuparsi della sterilizzazione, mentre gli Enti comunali e regionali devono garantire il buon funzionamento delle strutture di accoglienza. «Il nostro rifugio di via Saponiera è in ottime condizioni. Quotidianamente, a turni, tra volontari ci si organizza per andare a pulire, portare a passeggio gli animali, garantirgli una dignità – spiega Bertolozzi - A noi non piace chiamarlo canile, considerando, poi, che ci sono soltanto tre gabbie nell’intera struttura». Il 17 dicembre, a Pietrasanta, si terrà un flash mob contro la violenza sugli animali: «Noi ci saremo – conclude Bottari – e coglieremo l’occasione per far sentire la nostra voce, fino ad ora inascoltata».
Chiara Buratti
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