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solidarietÁ in occasione dell’alluvione di 50 anni fa

Pontedera ringrazia la generosità viareggina

Pontedera ringrazia la generosità viareggina

VIAREGGIO. Venerdì 4 novembre 1966, una data indimenticabile per Pontedera: il giorno dell’alluvione. Corso Matteotti, la strada principale del centro, fu trasformato dall’alluvione in una rapida...

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VIAREGGIO. Venerdì 4 novembre 1966, una data indimenticabile per Pontedera: il giorno dell’alluvione. Corso Matteotti, la strada principale del centro, fu trasformato dall’alluvione in una rapida impazzita. Di lì a poco Pontedera assumerà le sembianze di una surreale palude color fango. Su quella melma, presto inizieranno a navigare mezzi di soccorso, costretti a zigzagare tra i cumuli di ciarpame che il fiume, prima di esondare, ha trascinato per chilometri. Mezzi di soccorso, e di fortuna. Gommoni dell'esercito, barche di pescatori, zattere improvvisate. E anche pattini. Ne arrivarono da Viareggio, spediti in tutta fretta a bordo di camion.

L’allora sindaco di Pontedera Giacomo Maccheroni le ricorda bene, quelle gaie, vacanziere imbarcazioni dagli scafi filanti incongruamente adagiate, anziché sulle spume del mare, sulla mota liquida dell’Era. «La città era sotto due metri d'acqua. Ero in Comune, assieme ai miei collaboratori di allora - racconta oggi al “Tirreno” Maccheroni - tutti bloccati lì dentro dal fiume in rivolta. Mi raggiunse in municipio un amico di Viareggio, si chiamava Luciano, era il proprietario del bagno “Raffaello”, dove andavo sempre in ferie. Era a bordo di uno dei suoi pattini. “Caro Giacomo, stamani non potevo certo venire in macchina!”, sdrammatizzò. Ma i pattini erano due: approdarono in piazza Cavour uno accanto all'altro. Oggi, a cinquant'anni di distanza, voglio ripetere il mio "grazie" ai viareggini, che, assieme a tanti altri, ci furono accanto in quella tragedia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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