Il Tirreno

Versilia

Consiglio comunale il record di assenze va a Forza Italia

di Cesare Bonifazi
Consiglio comunale il record di assenze va a Forza Italia

Andreini e Marcucci sono quelli che partecipano di meno Moriconi il meno presente tra i seggi della maggioranza

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CAMAIORE. Vengono votati dopo un’estenuante campagna elettorale, ricevono il consenso degli elettori, arrivano in Consiglio comunale e poi, quando si tratta di partecipare alle sedute e decidere per il bene di Camaiore, non si presentano oppure, quando si presentano, se ne vanno senza votare i provvedimenti. Il malcostume della politica romana colpisce anche i nostri rappresentanti. Un atteggiamento molto bipartisan che riesce a colpire nelle fila di maggioranza e opposizione.

Di buono, se si può dire così, c’è che non partecipando i consiglieri non prendono quell’obolo chiamato “gettone di presenza” di cinquanta euro lordi.

A ricevere la palma per le maggiori assenze alle riunioni del 2016 è Mario Andreini, eletto tra le fila di Forza Italia. Andreini ha partecipato solo a quattro consigli su dieci e ha votato solamente per 19 provvedimenti su sessanta. Medaglia d’argento invece per il suo compagno di partito, David Marcucci il quale si è fatto vedere sei volte su dieci (ben più della metà) ed ha votato per 21 pratiche (tre più del suo alleato). Sui banchi del centrodestra segue a ruota Marco Daddio il quale ha partecipato solo alla metà dei Consigli votando per trenta provvedimenti su sessanta.

Ma l’assenteismo in Comune non è una prerogativa della destra, anche a sinistra il consigliere di Sinistra ecologia e libertà, Vezio Moriconi. Moriconi ha collezionato soltanto sei presenze, come il rivale politico Marcucci, ma ha votato su trentatrè pratiche su sessanta. Dodici più del secondo e quattordici più di Andreini. E anche nel partito del sindaco, il Pd, c’è chi ha altro da fare piuttosto che andare alle riunioni di palazzo: Federico Pedonese, come Marcucci, ha presenziato solamente a sei sedute su dieci, votando però ben quaranta provvedimenti su sessanta. Altro assenteista e poco votante del Partito democratico è la consigliera Anna Graziani: anche lei si è presentata solo sei volte per votare trentadue pratica su sessanta.

Per un assenteista che bigia le riunioni esiste, come a scuola, il primo della classe: quello che, cascasse il mondo, ai consigli ci va e vota.

Partendo dall’opposizione, c’è Fabio Pezzini che non si è perso neanche un dibattimento e ha votato ben cinquantanove volte su sessanta. A rialzare la media di Forza Italia ci pensa il capogruppo Alberto Matteucci: è stato assente solamente una volta ed è riuscito a votare cinquantotto pratiche su sessanta.

Il più “secchione” di tutti è Massimo Ceragioli il quale ha occupato sempre il suo banco e ha espresso il suo voto a tutte le pratiche.

Nel 2015 l’assenteista d’ora è stato Riccardo Bonuccelli di Forza Italia che, dopo aver disertato tre consigli, ha abbandonato il campo, lasciando lo scettro a Pierfrancesco Pardini del partito “Unione di Centro”: per lui sette presenze su 16 con soli 16 pratiche su 75 votate .

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