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Torre del Lago, danni alla rete lungo i binari
Mercoledì ispezione dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie Ma nel punto in cui morì Mattia Musumeci continua il via vai di pedoni
TORRE DEL LAGO. Le rete, a sopraelevare la recinzione bassa in cemento, era stata posizione da Rete ferroviaria italiana nei giorni successivi alla tragedia che era costata la vita a Mattia Musumeci, 27 anni, investito da un treno alla stazione di Torre del Lago, sul confine con la provincia di Pisa. Qualcuno l’ha già spiegata, e la segnalazione arriva da cittadini e residenti nella zona che anche ieri hanno osservato il continuo via vai di persone che attraversavano i binari, non sempre solo per passeggiare, cosa che comunque non giustifica il passaggio lungo la ferrovia dopo quello che è accaduto nel mese di ottobre, ultimo di una lunga serie di incidenti. Come messo in evidenza dalla relazione della commissione di indagini della Direzione generale per le investigazioni ferroviarie e marittime (Dgifema) del ministero dei trasporti.
Dalle raccomandazioni della commissione di indagine si è passati alle prescrizioni (questo l’iter previsto) che l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (Ansf) ha inviato a Rete ferroviaria italiana, affinchè intervenisse con i correttivi necessari ad impedire ulteriori attraversamenti in prossimità della stazione di Torre del Lago.
Mercoledì scorso il personale di Ansf ha effettuato un sopralluogo sul posto, probabilmente per verificare lo stato degli interventi che Rfi ha assicurato nella risposta inviata all’Agenzia a fine luglio scorso, con l’impegno - nero su bianco - a realizzare 550 metri di recinzione per impedire l’avvicinamento ai binari.
Avvicinamento che a tutt’ oggi è sotto gli occhi di tutti: persone che scendono dal treno in bicicletta, chi usa la scorciatoia mortale per raggiungere la vicina pineta con il cane e chi - invece - fa avanti ed indietro dai binari per spacciare e acquistare stupefacente.
Una situazione che richiede provvedimenti urgenti, probabilmente anche un sistema di videosorveglianza che potrebbe essere richiesto alla stessa Rfi.
L’unica certezza è che così non può continuare, come ha gridato a gran voce la madre di Mattia che attende di sapere che strada prenderanno le indagini sulla morte del figlio. E resta da capire se Ansf stringerà i tempi delle risposte sul campo dell’azienda del Gruppo Ferrovie dello Stato italiane. Per 550 metri di recinzione, un po’ più solida di una semplice rete. è davvero difficile che possa servire più di qualche mese, burocrazia compresa.
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