Il Tirreno

Versilia

MA PER FORTUNA A VIAREGGIO SI LEGGE ANCORA ABBASTANZA

di ADOLFO LIPPI
MA PER FORTUNA A VIAREGGIO SI LEGGE ANCORA ABBASTANZA

di ADOLFO LIPPI Ma chi legge libri a Viareggio? Era un’inchiesta che avrei sempre voluto fare perché la cultura di una comunità si misura, sicuramente, sulle letture che si fanno, sia nei libri...

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di ADOLFO LIPPI

Ma chi legge libri a Viareggio? Era un’inchiesta che avrei sempre voluto fare perché la cultura di una comunità si misura, sicuramente, sulle letture che si fanno, sia nei libri scritti sia nei libri ormai riflessi negli schermi.

Chiedendo qua e là ad amici librai posso però dire che qui si legge abbastanza. E tantissimi sono i giovani che frequentano la storica ed ammirabile Biblioteca comunale dove almeno vi è la memoria degli scrittori e dei poeti viareggini da Mario Tobino a Lorenzo Viani, da Silvio Micheli a Leone Sbrana, da Luca Ghiselli a Piero Ghilarducci, da Giampoaolo Simi a Franca Taylor, da Divier Nelli a Manlio Cancogni a Cesare Garboli a Giuliano Bimbi a Luisa Petruani Cellai.

E’ una città di artisti la nostra. Sarà perché vi era una natura strabiliante e tanta luce a Viareggio si sono sempre contate schiere fortissimi di pittori e scultori. Leggere però è un’altra cosa. Presuppone luoghi chiusi, e scrivere richiede riflessione e conoscenza che si hanno perché si leggono libri, non è possibile scrivere se non si legge, non è pensabile avventurarsi nella prosa o nelle rime se non si trapassano altri autori.

La lettura è una catena che non si spezza. Parte dei greci omerici, giunge a noi con la letteratura moderna. Si può farne a meno? Ahimè no, e se circola tanta incultura la colpa è di chi crede di saper tutto perché possiede un tablet o è un abbonato ad internet.

Una volta a Viareggio si facevano manifestazioni importanti per la diffusione del libro. C’era già dall’anteguerra il Premio Letterario Viareggio (oggi decaduto) e si organizzavano la festa del libro e la Fiera del libro sicché il lungomare, piazza Mazzini, i giardini d’Azeglio venivano invasi dagli stand degli editori italiani e non. Con grande partecipazione popolare.

Ai giorni nostri non c’è più niente. Però resistono almeno quattro librerie importanti costrette a smerciare anche tanti libri di cucina e memorie di cantanti e star, però sensibili alla letteratura, alla filosofia, alla storia, alla poesia. Sicché non è permesso dire «non trovo quest’autore» poiché le librerie in poche ore trovano davvero tutto.

Con questa bella iniziativa de “Il Tirreno” si può regalare un libro alla biblioteca comunale che affanna per mancanza di fondi e di spazi. Le librerie che hanno aderito, dalla “Vela” alla “Mondadori”, dalla “Lettera 22” alla “Lungomare”, consentono di partecipare ad un’iniziativa davvero encomiabile.

C’è una bella lettera che Puccini giovane scrive alla madre racconta dogli come trascorrere le giornate a Milano. Tra le tante cose che dice, dalle cene a base di minestroni e fagioli alle camminate in galleria, conclude poi informandola che dopo va a letto e legge sempre almeno per tre ore. Leggere sempre, ecco una giusta raccomandazione. Leggere magari Confucio. Trascurerei la gastronomia. Almeno nei libri.

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