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Scoppia il caso delle Cave Cecconi

Scoppia il caso delle Cave Cecconi

Il titolare si difende: «Abbiamo tutte le autorizzazioni in regola»

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STAZZEMA. «Ancora una volta ci vediamo costretti ad intervenire per difendere la nostra attività da accuse infondate basate solamente su luoghi comuni privi di riscontri oggettivi, che hanno come unica finalità quella di mettere in cattiva luce le attività estrattive della zona di Cardoso». A parlare è Marco Cecconi, titolare della società Cecconi Natale Cave Srl.

È esasperato dalle continue prese di posizioni del Movimento cittadino di Stazzema (nato nella vallata di Cardoso Pruno e Volegno), così ha deciso di intervenire per difendere la propria attività di famiglia e le cave. Per l’impresa del lapideo Cecconi - che ha aperto da poco cava Sampiera a Cardoso – ci sono «personaggi che, facendosi scudo dietro il nome di alcune associazioni, da diverso tempo attaccano a mezzo stampa le cave di Cardoso senza che ciò vada a tutelare un reale interesse collettivo, ma soltanto per rancori personali».

L’ultimo intervento del Movimento riguardava il rischio frane, l’incuria dei boschi e l’aggravamento che arrecherebbero al rischio idrogeologico – a loro dire - le ultime due cave di Cardoso attivate. Ma la società Cecconi si difende spiegando che la sua attività estrattiva, oltre ad essere stata autorizzata regolarmente dal Parco della Apuane, e dal comune di Stazzema, dopo i primi articoli di giornale ha subìto anche diversi controlli che hanno sempre riscontrato zero irregolarità.

«Troppe volte ci è toccato leggere che le attività estrattive del Cardoso – prosegue la nota - hanno un impatto negativo sul territorio, che sono inquinanti, che non rispettano le regole, e che ci comportiamo da irresponsabili: ma tutto questo non è vero, smentito dai documenti ufficiali redatti dagli enti proposti ai controlli che periodicament. Ma questo per alcuni non è sufficiente, non basta essere in regola, non basta realizzare opere di consolidamento dei versanti – spiega Cecconi – non basta attuare i piani di gestione dei rifiuti che impediscono qualsiasi contaminazione con l’ambiente».

Prima di aprire cava Sampiera, la ditta Cecconi ha dovuto mettere in sicurezza tutto il canale soprastante, con tatno di costruzione di una briglia: «Le cave di Cardoso sono una ricchezza per il paese», afferma la società ribadendo quanto sia conosciuta nel mondo questa èietra, il fatto che le aziende di escavazione versano un contributo alle “deficitarie” casse del Comune, e infine producono lavoro grazie alla “filiera corta». Inoltre, secondo gli imprenditori del Cardoso, non è stato possibile neppure trovare un dialogo con il Movimento: più volte le aziende hanno manifestato la disponibilità a diminuire l’estensione delle aree estrattive.

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