Il Tirreno

Versilia

In centro il giallo dell’acqua gialla Vietato il consumo per sei ore

Alle 12 il sindaco Mallegni firma un’ordinanza di non potabilità per 2500 residenti. Alle 18 la revoca Gaia spiega: «Colpa di un tubo rotto, temevamo che ci fosse tallio». Ma i cittadini restano preoccupati

3 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. Divieto di bere acqua nel centro storico. Anzi no. Nel breve volgere di poche ore, prima il sindaco Massimo Mallegni firma - con annesse parole al veleno nei confronti del gestore Gaia - l’ordinanza che obbliga circa 2500 persone a fare ricorso all’acqua in bottiglia a fini alimentari. Questo accade intorno alle 12: alle 18, complice l’esito «confortante» degli esami sempre sull’acqua eseguiti da Gaia, il vicesindaco Daniele Mazzoni sottoscrive la revoca dell’ordinanza in questione.

Tutto a posto, quindi, ma visti i precedenti in terra di Pietrasanta - il tallio insegna – la preoccupazione resta a livello di guardia. Ad innescare il tutto una torbidità dell’acqua del rubinetto (provocata dalla rottura di una tubazione, precisa Gaia) già riscontrata due giorni fa con foto postate su Facebook da parte di cittadini stupiti e impauriti. «Ci siamo assunti - dice Mallegni - la responsabilità di emettere su segnalazione di Gaia Spa un’ordinanza precauzionale per utilizzo a scopo alimentare dell’acqua per gli abitanti del centro storico. Non tutte le famiglie avranno notato una torbidità dell’acqua, perché non tutte le tubazioni sono interessate. Ma a scopo precauzionale abbiamo preferito circoscrivere l’area quadrilatero compreso tra piazza Statuto e cimitero capoluogo e da via Aurelia alla zona di S. Maria, all’interno della quale non è possibile usare acqua per fini alimentari». Da qui l’attivazione dell’alert system, l’affissione dell’ordinanza, distribuzione volantini esplicativi e comunicazione diretta dei volontari della Protezione civile. «Sono estremamente contrariato del modo con cui Gaia avvisa, opera ed agisce sul territorio comunale di Pietrasanta – continua Mallegni - informando la pubblica amministrazione solo a cose fatte. Gaia ha il dovere di comunicare preventivamente ogni tipo di intervento, seppure provocato da cause di forza maggiore, in modo che la pubblica amministrazione possa comunicare con tempestività alla comunità eventuali disagi come avviene per gli altri gestori di utenza. Ho chiesto, con ordinanza, ad Asl, Arpat, Asl ed Ufficio Ambiente, di verificare eventuali responsabilità e procedere conseguentemente con gli atti necessari». Poi la svolta e la revoca del provvedimento. Anche se Enzo Grassi, presidente del Comitato dei residenti del centro storico, chiede ancora a Gaia «maggiore trasparenza. A Massarosa hanno avuto a lungo l’acqua color marrone o gialla e non si è mai arrivati al divieto di berla: qui sì. Gaia dice che va tutto bene e che si può revocare l’ordinanza? Noi siamo comunque preoccupati». Dure parole anche dal gruppo consiliare del Pd. «La realtà è che questa amministrazione è incapace di gestire l’emergenza e dal giorno del suo insediamento ha saputo solo sminuirne la gravità». Parole a cui replica Mazzoni. «Il nostro comportamento è stato esemplare». E Gaia? Nel tardo pomeriggio di ieri ecco materializzarsi la nota ufficiale della società. «Si è trattata di una misura precauzionale in seguito alla rottura di un’importante tubazione su via Valdicastello lo scorso 29 novembre: è questo il motivo che ha condotto Gaia a richiedere all’amministrazione comunale l’emissione di un’ordinanza cautelativa di non potabilità nel centro storico, per scongiurare eventuali presenze di tallio nella rete causate dai lavori imprevisti necessari alla riparazione del guasto. Le analisi eseguite e a tappeto su tutte le fontane pubbliche del centro storico, hanno dato i risultati sperati, confermando che il tallio rilevato non ha superato gli 0,6 microgrammi/litro, contro un limite di accettabilità di 2. La procedura utilizzata, estremamente prudenziale, nonostante abbia creato disagio alla popolazione per cui la società si scusa, è stata attuata di concerto con l’amministrazione comunale e con l’Asl al fine di evitare qualsiasi rischio».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli