Il presidio
Il Tribunale: documenti al femminile per Regina Satariano
La sentenza ha riconosciuto l’impegno per i diritti civili e il percorso fatto con il Consultorio Transgenere
VIAREGGIO. «Oggi rinasco»: poche parole per riassumere una vita e la gioia di una vittoria inseguita e alla fine conquistata. Regina Satariano racconta così Grazie alla sentenza del Tribunale di Lucca (Collegio presieduto da Giulio Giuntoli con i colleghi Alice Croce e Paola Scarabotti) che la autorizza a non doversi confrontare con il nome al maschile sui documenti anagrafici, davvero ingombrante se quasi da sempre si vestono i panni femminili. Come attestato dagli psicologi-psicoterapeuti Massimo Lavaggi e Chiara Dalle Luche del Consultorio Transgenere di Torre del Lago (convenzionato con Regione ed Asl) che Stariano ha fortemente voluto e che dirige: «Si presenta al femminile e vive la sua vita da donna in ogni ambito...È riconosciuta dalle altre persone come donna e la comunità le si rivolge come tale». Un essere donna che, peraltro, attraversa davvero la vita di Regina fin dai tempi della sua giovinezza. Quindi, una scelta più che pensata e vissuta. Non solo nella vita privata, ma anche in quella pubblica. Tanto che i giudizi, nella sentenza, scrivono: «La parte ha poi profuso il proprio impegno - e risulta confermato dalla perizia citata (quella del Consultorio, ndr) - nel campo dei diritti civili, dando vita al Consultorio Transgenere di Torre del Lago. Elemento che valorizza, unitamente agli altri, la serietà del percorso intrapreso».
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.8388739:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2013/12/31/news/l-ultima-notte-del-priscilla-1.8388739]]I documenti agli atti del Tribunale - scrivono inoltre i giudici - «evidenziano una completa armonia della personalità» così che Satariano non chiede l’autorizzazione al cambio di sesso nel senso fisico, ma alla rappresentazione sui documenti di ciò che in realtà lei è.
Questione non da poco se ti chiami Vincenzo alla nascita ma nessuno se lo ricorda neppure più, se non la burocrazia alla quale ogni volta sei chiamata a fornire chili di spiegazioni.
I giudici del Tribunale di Lucca, nell’attenersi alla normativa, spiegano bene che non è un passo al quale si arriva senza poter dimostrare di aver intrapreso la terapia ormonale, modifiche dei propri caratteri, l’iter necessario con gli psicologi. Ma sono molte le persone, sia uomini che donne, toccate dal vivere in un corpo che non è quello che le rispecchia, le quali - giunte ad un punto nel cammino intrapreso - sono costrette a mostrare documenti al maschile o al femminile che niente hanno più a che vedere con quello che nella realtà per se stessi e per tutti ormai sono.
Regina per la Versilia è stata presidente del Consorzio “Friendly Versilia” che ha dato vita all’esperienza dei locali della Marina di Torre del Lago, compreso il suo “Priscilla” dall’immancabile scarpa rossa col il tacco a spillo d’ordinanza, ed a livello nazionale è una delle figure chiave del Movimento d'identità transessuale, sempre in prima linea per i diritti del popolo Lgbt.
Da ieri non c’è più nessuno “alias” Regina, ma solo la persona coraggiosa che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare e che non dovrà più “litigare” con la carta di identità nell’indossare l’ultimo capo davvero “charmant”.
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