Italia
Un misterioso writer trasforma la stazione degradata in una galleria d'arte
Pietrasanta, da qualche tempo gatti e topi si inseguono sui muri in marmo bianco. L'artista si firma Vam Gaal ma la sua vera identità risulta sconosciuta
PIETRASANTA. Non stiamo scendendo per la metro di Londra. E nemmeno stiamo passeggiando in una qualche città britannica. Siamo a Pietrasanta. Alla stazione, precisamente. E, a meno che Banksy non abbia deciso di fare una capatina in Versilia, l’artista non è lui. E in effetti si firma Vam Gaal e, ad oggi, la sua vera identità risulta sconosciuta.
In molti hanno notato i graffiti che, da un po’ di tempo, sono comparsi sulle pareti e sui muri della stazione. Un topino che esce dalla tana, un altro che, con un ascia, cerca di uccidere un gatto, ed una telecamera dipinta esattamente sotto il sistema di video sorveglianza quasi come a sbeffeggiare chi dall’altra parte dell’occhio elettronico dovrebbe vigilare. Sono queste alcune delle raffigurazioni che l’artista ha scelto per animare la vecchia fermata dei treni.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.14477952:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.14477952:1652275142/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Senza biglietteria, né forze dell’ordine impegnate nella vigilanza, la stazione è, da tempo, semi deserta. La frequentano giusto i pendolari: studenti, lavoratori, viaggiatori e qualche individuo di passaggio. Non per questo, però, l’intera zona può dirsi abbandonata. La più evidente raffigurazione dell’ignoto pittore si trova proprio in uno dei punti cruciali della città: il sottopassaggio che collega il centro storico al terminal bus. A molti passanti, infatti, l’artista ha strappato un sorriso. Lo ha strappato al dipendente che, stanco dalla giornata, stava tornando al terminal per prendere la macchina e, finalmente, avviarsi verso casa. Lo ha strappato al bambino che, dopo la scuola, si è fermato in centro a fare merenda. Lo ha strappato al barbone che, quasi ogni notte, dorme nella sala d’attesa della stazione. Probabilmente, poi, il suo cane avrà ringhiato alla visione della sagoma del micio. E tutti a chiedersi: «Ma chi è? Ma tu lo conosci? Ma sarà della zona?». Un affascinante mistero è quello che si cela intorno al nuovo “Bansky versiliese” che ha colpito anche in altre località vicine, ad esempio a Viareggio. E che ha già un discreto numero di fans al suo seguito. C’è chi ha collezionato, nel tempo, vere e proprie gallerie fotografiche delle sue opere lasciate su muri e cartelli stradali.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.14477946:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.14477946:1652275142/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
In tanti azzardano ipotesi sul come, quando, e chi abbia ritratto quelle pitture. «Secondo me si tratta di un ragazzo della zona che è venuto di notte e, fornito di stampi appositi, con la bomboletta ha disegnato le sagome», ha immaginato una studentessa di Belle Arti. «Mah, sono giorni che io e mia moglie ci stiamo pensando – risponde un anziano signore alla domanda sul chi fosse il pittore – ma non abbiamo proprio idea di chi possa essere. E’ la prima volta che, da queste parti, si notano raffigurazioni del genere. Se si presta attenzione si vede anche che, per terra, c’è anche una macchia rossa. Probabilmente rappresenta il sangue». Un mistero irrisolto resta, per ora, quello sulle intriganti pitture. E, forse, è ancora più bello proprio per questo.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.14477945:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.14477945:1652275142/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
