Masucci: Gatx era il meglio per gli assili
VIAREGGIO. Dettagliatissima arringa quella dell’avvocato Massimiliano Masucci che si è cimentato sul terreno dell’intreccio normativo tra Europa ed Italia, ma anche tra normativa e le tante regole...
VIAREGGIO. Dettagliatissima arringa quella dell’avvocato Massimiliano Masucci che si è cimentato sul terreno dell’intreccio normativo tra Europa ed Italia, ma anche tra normativa e le tante regole del sistema ferroviario, scritte e non scritte. Un argomentare complesso ed interessante che, in alcuni passaggi, è finito per scivolare sui quei troppi luoghi comuni che hanno attraversato l’intero processo. A che serve, infatti, la complessività normativa e regolamentare se poi tutto si riassume nell’affermazione che «Gatx era l’apice in quanto detentore di assili». Ed ancora: «Non c'è stato alcun precursore di un difetto manutentivo. Mai c'era stato un difetto manutentivo relativamente a Gatx». Come se la vicenda “Dieselgate” che ancora ha effetti drammatici in casa Volkswagen non avesse insegnato proprio niente.
Per Trenitalia il principio cardine, continua Masucci, è «la sicurezza costi quel che costi». E l’azienda che all’epoca del disastro ferroviario aveva come amministratore delegato Vincenzo Soprano, oggi sul banco degli imputati e l’unico per il quale le richieste di pena formulate dai pm comprendono le attenuanti generiche per il comportamento tenuto nel processo che lo ha visto spesso in aula, «è operatore pienamente corretto e come tale deve essere riconosciuto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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