Meteo
La scuola di Terrinca è stata lasciata in preda ai vandali
La denuncia del consigliere Stagi: «Era stato promesso che sarebbe stata riaperta, versa in condizioni scandalose»
STAZZEMA. «Le dichiarazioni del sindaco Maurizio Verona riguardo all’edilizia scolastica non possono restare senza una replica e le contesto vivamente». A parlare è il consigliere di minoranza Baldino Stagi, che entra nel merito del caso scoppiato sulla scuola di Pontestazzemese - che sarà ampliata e ristrutturata ma senza completare gli adeguamenti antisismici - portando ad esempio il caso della scuola di Terrinca.
«Già la giunta precedente guidata da Michele Silicani, dove Maurizio Verona ricopriva la carica di vicesindaco, era riuscita ad abbandonare ad un destino fatto di macerie diverse strutture scolastiche - scrive in una nota Stagi - potrei parlare in particolare della scuola di Terrinca, una delle più grandi del comune in posizione privilegiata e con attrezzature rinnovate pochi anni or sono, seppure attualmente chiusa in quanto presenta alcune fessurazioni dovute ad assestamenti del terreno. Durante una riunione pubblica alla quale parteciparono entrambi gli amministratori, Silicani e Verona, fu preso l’impegno preciso di provvedere al risanamento del plesso ed al suo mantenimento. A pochi anni da quella promessa non solo non si è riaperta - prosegue Baldino Stagi - ma oggi quella scuola versa in una condizione scandalosa».
Stagi ha descritto le condizioni interne dell'edificio pubblico: «Dappertutto libri buttati per terra, mobili distrutti, lampade spaccate, soffitti demoliti, stanze incendiate. Ovunque solo segni di vandalismo e distruzione. All’esterno ci sono tronchi d’albero abbandonati da mesi e mesi, mobili volati dalle finestre, vetri rotti. Evidentemente nessuno da anni controlla quei siti altrimenti non potrebbero aver raggiunto uno stato di degrado simile. Porre argine ai vandali non è cosa facile - commenta il consigliere di minoranza - ma si potevano sicuramente salvare almeno le suppellettili, i libri, i mobili, gli arredi della cucina per poi riutilizzarli in altre scuole. Si è assistito invece al devastamento totale del bene nell’inerzia assoluta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
