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Una Lega scioccata adesso pensa solo alle amministrative

Una Lega scioccata adesso pensa solo alle amministrative

VIAREGGIO. Massimiliano Baldini della Lega Nord era pronto a sbandierare la sua vittoria all’incontro di ieri per il no al referendum: aveva anche chiamato a sé l’onorevole Giancarlo Giorgetti....

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VIAREGGIO. Massimiliano Baldini della Lega Nord era pronto a sbandierare la sua vittoria all’incontro di ieri per il no al referendum: aveva anche chiamato a sé l’onorevole Giancarlo Giorgetti. Invece si è ritrovato sconfitto sul campo del Consiglio di Stato, a leccarsi le ferite per la decisione di reintegrare Giorgio Del Ghingaro come sindaco di Viareggio.

Nella sala del Caffè Margherita, tra un caffè e un pezzo dolce, il carroccio chiama a raccolta i fedeli alla linea: tra gli “amici” c’è anche Giampaolo Bertola da Camaiore che, forte della sua posizione da componente di lista civica, si siede in prima fila. Non prima di aver discusso a margine proprio con Baldini e Giorgetti sull’imminente consultazione referendaria. Defilato, c’era anche Rodolfo Salemi (Forza Italia), voce defilata, il quale saluta la sentenza come un momento importante per il centrodestra che «si ritrova a ridiscutere il suo ruolo e a ripensare al proprio modo di fare opposizione». E il carroccio non intende nascondere la sconfitta: ma dice di voler andare avanti, di continuare a combattere. Rimane comunque una compagine politica “scioccata”, per loro stessa ammissione.

«Il nostro compito adesso è quello di serrare le fila, rimanere uniti, malgrado tutto - ammette Baldini - con questa sentenza, che non condividiamo, è stato cancellato il diritto al voto dei cittadini, un diritto stabilito in Costituzione, la stessa che adesso tentano di scempiare. Non crediamo che sia così limpida la motivazione del giudice riguardo alla non rilevanza di quelle schede mancanti».

A sostenerlo nella tesi proprio quel Giorgetti chiamato da Roma per parlare sotto lo striscione viareggino della Lega della “sospensione del principio democratico”: «Questo paese non è una democrazia ma un vero e proprio regime - ha detto - e la sentenza non mi sorprende perché rientra esattamente in questo schema. Va considerato che quel consesso dal quale è uscita la decisione è estremamente politicizzato: ci sono persone messe lì dal Pd. Tutto funziona intorno alle necessità del cosiddetto “partito della nazione”, anche le sentenze. L’intero paese adesso ruota intorno al sì e al no al prossimo referendum. Possiamo dire con estrema certezza che a Viareggio il sindaco non l’hanno eletto i cittadini ma i poteri forti».

Ma la Lega non può che rassegnarsi e armarsi per la lunga traversata del deserto che l’attende: i primi impegni sono proprio quelli del referendum, e poi ci sono le amministrative di alcuni Comuni versiliesi la prossima primavera.

Cesare Bonifazi

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