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L’angiografo sarà in funzione entro fine anno
Costato più di un milione di euro e mai usato La radiologia sta organizzando squadra e turni
VIAREGGIO. Il caso dell’angiografo, macchinario per l’esame dei vasi sanguigni costato più di un milione di euro e mai usato all’ospedale Versilia, potrebbe chiudersi nel giro di pochi giorni. In maniera positiva per i pazienti. E di riflesso anche per l’Asl, dopo qualche turbolenza. Secondo quanto filtra dall’ospedale, il macchinario potrebbe entrare in funzione entro la fine dell’anno. La radiologia, dopo i corsi di formazione fatti dall’Asl, si sta organizzando per mettere a punto la squadra e i turni. Dando così la possibilità al “Versilia” di inaugurare un nuovo servizio. Ed evitare che gli utenti che ne hanno bisogno debbano andare fuori zona, per esempio a Massa.
Si diradano, insomma, le nubi su una vicenda esplosa poco più di un mese fa dopo l’articolo del Tirreno. In cui si raccontava lo scandalo di un apparecchio costosissimo, la spesa principale del pacchetto da tre milioni di euro utilizzati per ristrutturare nel 2015 il pronto soccorso di Lido. Una macchina che da giugno scorso, da quando cioè è stata installata e collaudata, è ferma in una sala della radiologia. I perché di questo mancato utilizzo non sono stati del tutto chiariti: in un primo momento sembrava che il problema fosse legato alla mancanza di professionisti in grado di usare l’angiografo, se si esclude il primario di radiologia Claudio Vignali. Che nel curriculum ha un’esperienza importante da angiografista. Poi i sindacati hanno accusato l’Asl, sostenendo che in realtà i professionisti ci sono. Tant’è vero che oggi i cardiologi del “Versilia” accompagnano i pazienti a fare le angioplastiche a Massa. Questi professionisti, medici e tecnici, aspettavano soltanto di fare il corso che li istruisse ad usare il tipo di apparecchio comprato per il “Versilia”, tecnologicamente avanzato e molto complesso. A quel punto veniva da chiedersi come mai, se bastava fare un corso di formazione per cominciare ad usare l’angiografo, nessuno l’avesse ancora fatto. La questione, insomma, è spinosa. E a confermarlo sono state le parole della direttrice generale dell’Asl Maria Teresa De Lauretis. Che ha criticato l’acquisto dell’angiografo, a suo dire più opportuno per l’ospedale di Livorno. Dove c’era già e andava sostituito. A queste considerazioni ha replicato l’ex dg Brunero Baldacchini, che ha ricordato come l’operazione angiografo sia stata avallata anche dalla Regione.
Ora che le polemiche si sono assopite, sembra che il percorso di utilizzo dell’angiografo - in un primo momento si era temuto che venisse portato via - sia avviato. Come detto, medici e tecnici hanno svolto il corso che serve per imparare ad usarlo. Adesso c’è da organizzare il personale e soprattutto i turni di copertura. Non sarà semplice: la radiologia già soffre per un paio di medici in meno rispetto al fabbisogno, e questo nuovo servizio qualche problema nell’organizzazione lo porta. Ma va detto che l’Asl ha dato un input forte e chiaro: l’angiografo deve entrare in funzione quanto prima. E l’impressione è che questo possa avvenire nel giro di poco tempo. Forse anche agli inizi di dicembre.
Se così dovesse andare, si dovrebbe prendere atto che l’azienda sanitaria sta ben attenta a ciò che accade in Versilia e nel suo ospedale. Con tutti i limiti che la creazione delle nuove superAsl sta portando. Rispetto a prima, quando si aveva la sensazione di essere una colonia, sarebbe già un bel passo in avanti.
@matteotuccini
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