Il Tirreno

Versilia

Viareggio riavrà il suo Belvedere

di Donatella Francesconi
Viareggio riavrà il suo Belvedere

Con l’impegno di operatori turistici e professionisti si può risistemarlo. Stelo: pronto a farci lavorare gli uffici

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VIAREGGIO. «Se ci sono sponsor, finanziamenti, e chi li butta via! Ben vengano. E si fa il progetto con gli uffici comunali». Il commissario Fabrizio Stelo tende la mano all’iniziativa di albergatori e commercianti decisi a ripavimentare il Belvedere delle maschere, la parte di piazza Mazzini vista mare, luogo del cuore di una città che si è mobilitata per la campagna lanciata dal “Tirreno”.

Lo stato del Belvedere è degradato, la pavimentazione in travertino quasi completamente saltata. In agosto una donna vi è caduta, fratturandosi una costola. Ancora attende una risposta, nel rimpallo di responsabilità tra Comune e Mover. L'azienda della sosta, secondo l'Ente pubblico, è competente per il ripristino della pavimentazione. La stessa Mover che per il 2016 è stata autorizzata a spendere 1,9 milioni di denaro ricavato dai parcheggi per i lavori stradali, come da contratto con lo stesso Comune che ne è socio di maggioranza.

La campagna del "Tirreno" ha evocato ricordi, nostalgie, ha coinvolto i lettori che hanno inviato le foto del passato, ma anche quelle del presente. E smosso professionisti e rappresentanti delle categorie turistiche.

In una città un po’ “prigra” nel coinvolgersi e lasciarsi coinvolgere c'è chi ha deciso di metterci la faccia. A partire da Andrea Biagiotti, ingegnere, primo a lanciare l'idea di un progetto, fatto bene però. Di quelli che resistono al tempo anche senza acquistare costosissime pietre all’estero, da pagare - magari - in moneta del Paese d'origine. Come accaduto per la quarzite norvegese della Passeggiata, tra Molo e piazza Mazzini. Un vero e proprio appello ai professionisti della città, quello lanciato dal collega che è anche presidente del Premio Viareggio Sport intorno al quale ruotano, di anno in anno, molte personalità.

Un progetto che per essere realizzato ha bisogno di finanziamenti. Inevitabilmente. Al momento di lanciare la campagna, il “Tirreno” aveva cercato l’imprenditore Stefano Varia per avere un’idea della spesa che potrebbe essere necessaria. «Scegliendo un asfalto natura è ipotizzabile un costo di cinquanta euro al metro quadrato, comprensivo di lavori di rimozione dell’attuale pavimentazione», così la risposta. Se, invece, si vuole una nuova pavimentazione «si può arrivare fino a centocinquanta euro al metro quadrato».

In mezzo, può essere valutato di ripristinare lo stesso travertino, passaggio che avrebbe un via libera automatico della Soprintendenza. Ma anche la soluzione asfalto architettonico non troverebbe grandi ostacoli burocratici. Considerando che la piazza si riempie di sabbia ad ogni Libecciata e con questa formula sarebbe resa più facile anche la pulizia.

Stefano Varia ha anche ricordato come, oggi, la legislazione permetta ai privati di farsi artefici di alcuni interventi a pro dell'Ente pubblico e dei cittadini: esiste ancora, infatti, quell’«Art bonus» che consente a chi sponsorizza lavori su beni tutelati di scaricare dalle tasse il 65 per cento della sponsorizzazione. È accaduto per il Colosseo, potrebbe succedere anche per il Belvedere viareggino. Ed ancora: «Il nuovo Codice degli appalti - ricorda Varia - prevede la possibilità di affidare opere pubbliche a chi sponsorizza l'intervento. Qualche strumento, insomma, c’è».

La norma consente l’intervento dei privati, la somma necessaria salterà fuori dall’impegno di albergatori e commercianti che hanno raccolto l'appello di Andrea Becagli, titolare dell’hotel Bella Riviera, il più vicino al Belvedere tra quelli aperti, ed oggi ci sono anche le parole di Fabrizio Stelo. Pronto a mettere gli uffici al lavoro se chi può stanziare la somma avanza al Comune una proposta concreta.

«Piazza Mazzini non ha bisogno di nulla se non di restare quella che è: finestra sull’orizzonte lontano», ha scritto nei giorni scorsi per il “Tirreno” Antonella Serafini. Parole sulle quali riflettere, perché valgono per tutta la città. Per le sue cose come per le sue persone. Che ritrovando quello che sono, su un piccolo “caso” cittadino come quello della pavimentazione da risistemare, hanno acceso una luce. Sul Belvedere delle maschere, ma anche sulle altre esigenze della città.

«Non si creda che io non mi muova», sono le parole di Fabrizio Stelo, commissario seduto sulla bomba ad orologeria della sentenza del Consiglio di Stato, ma con tutti i pieni poteri di sindaco, giunta e consiglio comunale che sia per un’ora o per sei mesi: «Incontro aziende, imprenditori, sottopongo loro ciò di cui Viareggio ha bisogno. Fino ad ora senza successo…».

Ma se il progetto per il piccolo pezzo di pavimento “sgarrupato” del Belvedere andasse davvero in porto, sarebbe un esempio di quelli che danno speranza. Ed altri potrebbero farsi avanti, perché Viareggio possa restare quella che è. La città davanti alla quale chi viene da fuori, per un’ora o per un giorno, resta incantato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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