Il Tirreno

Versilia

Si rompe la caldaia, niente scuola per una settimana

di Luca Basile
Si rompe la caldaia, niente scuola per una settimana

Il pezzo che serve per aggiustarla caldaia deve arrivare dalla Polonia e non sarà a disposizione prima di lunedì prossimo

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PIETRASANTA. Il pezzo da sostituire, alla fine, è stato trovato: in Polonia. Permetterà, una volta installato, di riaccendere la caldaia della scuola Bibolotti-Santini di Tonfano e di fare tornare in classe i duecento alunni della stessa scuola, da ieri mattina forzatamente in vacanza. Tutto a posto, allora? Non proprio: il pezzo mancante infatti, arriverà a Tonfano lunedì 20 novembre:per sistemarlo e ripristinare il riscaldamento servirà, come minimo, una giornata. Questo significa che, al netto di tempistiche diverse, la comunità didattica delle Bibolotti-Santini tornerà a fare lezione mercoledì 22 novembre.

«La situazione, crono-programma alla mano, sta proprio in questi termini: siamo riusciti a contattare direttamente i vertici dell'azienda e a farci garantire - fa sapere l’assessore Simone Tartarini - l’invio del modulo mancante per lunedì prossimo. Ad oggi, se non sarà possibile accelerare i tempi, ma non dipende dal Comune, si rischia di riaprire elementari e medie non prima di l prossimo mercoledì. So bene che questo è motivo di disagio e infatti ci siamo già scusati, ma altre soluzioni, in questo momento, non ci sono».

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.10271546:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2014/11/08/news/a-viareggio-esplode-la-protesta-dei-passeggini-contro-il-caro-scuola-1.10271546]]La caldaia della scuola è andata fuori servizio una settimana fa perché, come hanno spiegato dal palazzo municipale, era stata colpita da un fulmine. Per riaccenderla, giorno più, giorno meno, serviranno quindi due settimane. Un tempo incredibilmente lungo. E infatti alcuni genitori, non solo sui social, hanno criticato aspramente l’operato dell’amministrazione comunale. A sua volta il Comune sta valutando se chiedere un risarcimento danni alla ditta.

Fin qui le Bibolotti con una situazione in divenire e generosa per punti interrogativi. Nel frattempo termosifoni di nuovo caldi alle elementari Barsanti di Porta a Lucca. «Non solo nei corridoi, ma anche nelle aule» certifica Tartarini a smentire chi, sempre nella giornata di ieri, parlava di termosifoni non ancora a pieno regime all’interno del plesso.

Al freddo, invece, la biblioteca comunale: un classico, da incubo, di ogni inizio di stagione invernale. «Abbiamo chiesto alla Provincia - spiega Tartarini - di eseguire al più presto un sopralluogo al Don Lazzeri dove è installata la caldaia centralizzata che distribuisce calore non solo nella scuola, ma anche alla vicina biblioteca. Abbiamo chiamato in causa la Provincia in quanto 'ente responsabile, in questo caso. Siamo in attesa di una risposta, ma auspichiamo una risoluzione immediata - dice Tartarini - della problematica perché gli utenti non possono stare con il giubbotto in biblioteca durante l'inverno».

A dire il vero sono anni che il riscaldamento della biblioteca comunale funziona a scartamento ridotto e allora la domanda che poniamo, sempre da anni, non cambia: perché aspettare i primi freddi per intervenire? Che sia il Comune o la Provincia, il soggetto responsabile, la sostanza del discorso non cambia: chiudere una scuola perché fa freddo oppure lasciare che si studi in una biblioteca al gelo, è assurdo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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