O la spiaggia o le Apuane La Versilia è divisa in due
I dati dell’ufficio della Pro Loco sui flussi turistici dell’estate scorsa dimostrano che chi sceglie Seravezza e Stazzema non passa da Pietrasanta e Forte dei Marmi
SERAVEZZA. C’è un muro invisibile che separa il litorale della Versilia storica dall’Alta Versilia. Ci sono due flussi turistici distinti e nessuna interazione tra loro. È una frattura inspiegabile, che emerge chiaramente dai dati forniti dalla Pro Loco di Seravezza inseriti nella relazione sull’estate 2016 fatta dall’Ufficio informazioni. Vi si denota una scarsa influenza della parte trainante della Versilia – quella marittima di Pietrasanta e Forte - su quella montana, ma nonostante ciò il numero dei turisti attratti dal patrimonio naturalistico delle Apuane cresce.
Chi sceglie Seravezza o gli alpeggi di Stazzema è un altro vacanziere: parte già da casa, anche dall’estero, deciso a fare tappa in Alta Versilia, alla ricerca di «un’esperienza autentica». «Il turista che viene a Forte dei Marmi ha la scarpa col tacco – dice scherzando l’operatrice dell’Ufficio della Pro Loco - al massimo ci hanno chiesto: “Quando passa dal litorale il bus per andare a fare il bagno alla Desiata”. Ma quest’estate la navetta - istituita per la prima volta – faceva la spola solo da piazza Carducci a Seravezza. Insomma, il mare e la montagna così vicini (è la peculiarità della Versilia) in realtà sono molto distanti come unico pacchetto turistico: ci sono due brand Versilia».
«Il turista che sceglie l’Alta Versilia – spiega Ilaria Quadrelli dipendente dell’ufficio informazioni - viene qui di proposito, ma mai dal mare. Perché non esiste una sinergia».
Tra giugno e settembre sono stati registrati presso l’Ufficio informazioni turistiche di Seravezza 1.856 turisti. Un numero in crescita rispetto ai 1.614 del 2015, ma quasi sempre si tratta di persone che provengono da fuori i comuni della Versilia. Ma qual è il motivo che li spinge a visitare Seravezza o Stazzema? Le maggiori richieste di informazioni riguardano principalmente l’aspetto naturalistico, fanno sapere dalla Pro Loco di Seravezza. L’ambiente fluviale, il Parco delle Alpi Apuane, le grotte turistiche dell’Antro del Corchia, i rifugi e i sentieri, le escursioni. Subito dopo le manifestazioni e le iniziative culturali: dalle mostre d’arte di Palazzo Mediceo, le Scuderie Granducali, la Fondazione Arkad, Palazzo della cultura di Cardoso, Museo di Sant’Anna di Stazzema, Casa del Berlingaio, Museo Simi; infine le iniziative enogastronomiche. Quest’anno ha riscosso successo anche l’area fluviale della Desiata.
Dunque l’ambiente e la cultura sono un binomio che funziona e può fare ancora molto, secondo l’Ufficio informazioni di Seravezza. «Seguendo le linee guida della Toscana e dell’osservatorio del turismo – dettaglia Ilaria Quadrelli - cerchiamo di fare non solo attività di front office ma anche desk office, raccogliendo quotidianamente i dati per poi create un’offerta per il turista che si rivolge a noi».
Interessante è notare che sono tornate a crescere le presenze di italiani; si segnala poi un aumento di francesi da 3,4 a 5%. «Gran parte dei turisti che scelgono quest’area della Versilia – si legge nella relazione - appartengono alla nuova tipologia dei cosiddetti turisti esperienziali, ovvero persone prevalentemente auto-organizzate alla ricerca della vacanza intesa come esperienza autentica da trascorrere in mete meno note, in strutture extra alberghiere, immerse nella natura, con possibilità di praticare sport, alla ricerca di eccellenze enogastronomiche ma, al contempo, senza rinunciare a confort».
Tiziano Baldi Galleni
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