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Il giudice lo inchioda «Ma lo fai per mestiere?»
VIAREGGIO. C’è stato un momento molto difficile, tra i tanti, per Matteo Della Ragione nell’udienza di ieri a Firenze. Con il via al processo a suo carico per il caso Iacconi. Nel corso dell’udienza,...
VIAREGGIO. C’è stato un momento molto difficile, tra i tanti, per Matteo Della Ragione nell’udienza di ieri a Firenze. Con il via al processo a suo carico per il caso Iacconi.
Nel corso dell’udienza, infatti, è emerso anche l’altro episodio di cui è stato protagonista il diciannovenne: l’aggressione di un anno fa in un bar a Torre del Lago. Episodio che lo vide usare una mazza per ferire un barista. Per quella vicenda la polizia lo ha denunciato - è il motivo per cui facciamo il suo nome, a differenza dell’altro ragazzo protagonista della vicenda Iacconi - e il questore gli ha imposto la misura di sorveglianza speciale per un anno. Cioè fino a febbraio.
Nel venire a conoscenza del fatto, il giudice del tribunale minorile Maria Serena Favilli lo ha redarguito severamente: «Ma lo fai per mestiere?». Della Ragione si è giustificato, sostenendo di essere intervenuto in difesa di un amico.
La prossima udienza è stata fissata al 24 gennaio, quando ci sarà la discussione, la requisitoria dell’accusa - rappresentata dal pm Benedetta Parducci - con la richiesta di condanna e la sentenza del tribunale dei minori. Nel frattempo si attende di sapere cosa vorrà fare la Procura di Lucca in merito agli altri due indagati, Federico Bianchi e Alessio Fialdini. Le indagini sono state chiuse e tutto l’incartamento è stato trasmesso al giudice per le indagini preliminari. Nel caso in cui il pm Sara Polino chieda e ottenga il rinvio a giudizio di entrambi i ragazzi, o anche di uno solo, ci sarà il quarto processo sul delitto di Manuele Iacconi. La verità giudiziaria, insomma, sta mettendo insieme i pezzi.
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