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Versilia

La Cgil: dipendenti vessati dalla nuova Asl

La Cgil: dipendenti vessati dalla nuova Asl

Il sindacato attacca la gestione della maxi-azienda che avrebbe dovuto migliorare i servizi

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VIAREGGIO. «Con la nuova Asl le condizioni dei lavoratori della sanità sono peggiorate. E il caso dei ginecologi (così come dei pediatri) itineranti ne è la dimostrazione». A sostenerlo è la Cgil in una nota.

«Da circa un anno dalla nascita della nuova super azienda sanitaria nordovest riscontriamo un peggioramento delle condizioni dei lavoratori - spiegano dal sindacato - Abbiamo servizi che hanno carenze organiche, alle quali l’azienda non ha ancora risposto: carenza di infermieri, oss, medici, tecnici di laboratorio, di radiologia, eccetera con liste di attesa interminabili, ed una immancabile aumento di attività verso gli studi privati o verso la diagnostica privata. Durante gli incontri a Pisa con l’azienda si evidenzia un quadro omogeneo di criticità. Nel frattempo l’azienda ha pensato di sopperire alla carenza di personale medico, ad esempio trasferendo per un mese un medico ginecologo da Viareggio a Pontedera, di un pediatra da Viareggio a Cecina, poi a partire dal 21 novembre partirà un medico da Massa per Pontedera».

«La mancata programmazione dell’azienda (o forse la consapevole programmazione) correlata dalla costante riduzione del personale in questi anni - continua la Cgil - provoca una minore qualità dei servizi, una usura del personale che salta i riposi o che lavora in organico ridotto, un impoverimento e un rischio per i cittadini ed i lavoratori. Ricordiamo che le carenze di personale medico sul presidio di Pontedera risultano da parecchi mesi e l’azienda non ha proceduto con le relative assunzioni. Consapevoli della situazione attuale con i tagli apportati al servizio sanitario, però, evidenziamo con forza che le scelte di programmazione fatte non devono avere ricadute negative sui servizi alla popolazione. E che ogni azione politico-sanitaria dovrà mantenere come cardine l'universalità del sistema. Abbiamo avuto confronti (in primavera) con la nuova Asl per definire un regolamento sull'istituto della mobilità, incontri interrotti per posizioni non condivise. L’Asl - conclude la nota - vuole che il dirigente aziendale gestisca in autonomia e decida eventuali mobilità, trasferimenti dei dipendenti, in barba a qualsiasi diritto dei lavoratori e questa ne è la dimostrazione».

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