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I cittadini: Sea modifichi la frequenza dei ritiri

VIAREGGIO. Facebook è diventato il luogo del passaparola per la sopravvivenza in materia di raccolta porta a porta dei rifiuti che Sea ha esteso in quasi tutta la città, come da Piano finanziario...

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VIAREGGIO. Facebook è diventato il luogo del passaparola per la sopravvivenza in materia di raccolta porta a porta dei rifiuti che Sea ha esteso in quasi tutta la città, come da Piano finanziario 2016 approvato dall’amministrazione dell’ex sindaco Giorgio Del Ghingaro: «Sea rifai il calendario», è il grido di Pierangela Belluomini: «Sono passati venerdì e ora fino a venerdì prossimo non ripassano...». Così i cittadini devono tenere i rifiuti in casa e non tutti hanno cortili, giardini, balconi. Sembra una sorta di educazione forzata: se devo tenere in casa i rifiuti devo ingegnarmi a produrne meno. Che è il cuore della strategia “rifiuti zero”, allenamento dei cittadini compreso, del quale però non si vede l’ombra nell’agire di Sea (Ambiente e Risorse).

«Se il sindaco Del Ghingaro fosse rimasto in Municipio - argomentava nei giorni scorsi l’ex presidente di Sea Ambiente, Fabrizio Miracolo - mi aveva promesso che avrebbe trasferito l’ufficio in Sea per sovrintendere personalmente all’avvio del progetto di estensione del porta a porta come da Piano finanziario». Lodevole quando gli amministratori scendono nell’arena della vita quotidiana. Ma, la domanda è inevitabile, con un costo del servizio che negli ultimi anni ha oscillato tra i ventuno ed i venti milioni di euro, e ben tre aziende dei rifiuti (Sea Ambiente, Sea Risorse e Vera) affinché il Piano finanziario marci c’è bisogno del cane da guardia?

Una domanda che moltiplica tutte le altre: la Passeggiata di sabato mattina deve per forza essere la stenditoria del cartone?; le isole ecologiche in Darsena devono per forza trasformarsi in sculture di rifiuti?; la quota di appalti del socio privato di Sea Risorse a quanto ammonta oggi? (d.f.)

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