Il Tirreno

Versilia

Ricorso elettorale, per le sentenze i tempi sono lunghi

di Donatella Francesconi
Ricorso elettorale, per le sentenze i tempi sono lunghi

Ci sono Comuni d’Italia che hanno atteso oltre un anno tra la pronuncia del Tar e quella del Consiglio di Stato

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VIAREGGIO. Le attese sono snervanti, qualsiasi sia l’oggetto del desiderio. Si contano le auto rosse al primo appuntamento aspettando lui o lei, le pecore agognando il sonno, i Comuni che hanno avuto la stessa sorte nello scorrere dei giorni senza sentenza del Consiglio di Stato sul futuro del governo della città. Esercizio non inutile e che porta a scoprire che ci sono sindaci e consigli comunali in tutta Italia che hanno dovuto munirsi di pazienza da istruttori di yoga plurititolati.

Di ricorsi elettorali è costellato lo Stivale, dall’estremo Nord al profondo Sud. La mappa del contenzioso porta a scoprire luoghi che mai si sarebbe immaginato. Ed una tempistica - tra sentenze del Tar e pronunce del Consiglio di Stato - che senza un approfondimento mai si sarebbe immaginato, per i Comuni più grandi ed importanti, come per i più piccolini. Come il caso di Rapino, provincia di Chieti. La sentenza del Tribunale amministrativo d’Abruzzo che ha respinto il ricorso elettorale contro il sindaco eletto ed entrato in carica è datato ottobre 2014; la sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato al suo posto quello sindaco è datata 18 giugno 2015. Otto mesi.

A Civitavecchia (Lazio) il contenzioso riguardava una sola sezione: la sentenza del Tar è del 3 dicembre 2014, quella del Consiglio di Stato porta la data del 15 febbraio 2016. Un anno e due mesi.

In mezzo, tra i due momenti, i passaggi sono identici: eventuale udienza per negare o accordare la sospensiva; l’entrata in carica di un commissario prefettizio; la fissazione della data per l’udienza di merito; la sentenza pubblicata. Tra questi due passaggi, nel caso del Comune di Telese (Benevento) l’udienza davanti ai giudici del Consiglio di Stato è del 19 maggio 2016 e la sentenza è stata pubblicata il 15 luglio dello stesso anno. Due mesi, insomma.

A Menaggio (provincia di Como) sono stati meno fortunati, perché l’attesa è durata un anno preciso: Tar nel maggio 2015 e Consiglio di Stato nel maggio dell’anno successivo.

In caso di ansia da attesa, dunque, non resta che contare. E non è detto che sia un conto breve.

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