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Il manager: treni e rete sono super sicuri
Enzo Marzilli, uno degli imputati di Ferrovie, ha parlato in aula. Oggi si occupa di ricerca e sviluppo
VIAREGGIO. In aula, all’ultimo momento utile prima dell’arringa del suo avvocato, per raccontare «una vita spesa in sicurezza, per evitare incidenti» in ambito ferroviario. È Enzo Marzilli, uno degli imputati di casa Fs, in qualità di responsabile della struttura operativa Direzione norme, standard, sviluppo e omologazione in Rete ferroviaria italiana. Oggi Marzilli è uno dei manager di Fs e si occupa di ricerca e sviluppo.
Marzilli, davanti ai magistrati del Collegio giudicante ha fatto un lungo elenco dei progetti di cui si è occupato per la sicurezza sui binari: «Ho spinto perché l’intera rete fosse dotata dei rilevatori temperatura boccole. Ed ho introdotto personalmente le ruote frenate. Inoltre, stiamo mettendo le pese per verifica eventuali carichi sbilanciati. Lavoriamo su tutto quello che possiamo verificare dei treni. Ho lavorato anche sulle cose più banali».
Nel 1998, all’età di 44 anni, Marzilli racconta di essere « diventato dirigente». Da subito inizia a lavorare «al progetto di controllo marcia treno a livello nazionale. Dal 2005 ho coordinato il gruppo di lavoro sui progetti di sicurezza. In quegli anni assumiamo giovani, prendiamo gli esperti e 220 milioni per lanciare la sperimentazione su 10.500 chilometri sul totale dei 16.000 dell'intera rete. Con l'obiettivo di mettere in sicurezza la rete inizia una trasformazione tecnologica».
Il 7 gennaio 2005 c'è l’incidente Crevalcore con 15 morti (in realtà le vittime furono 17, ndr) e noi acceleriamo i tempi per mettere altri chilometri in sicurezza».
Un lavoro che Marzilli, ieri, ha rivendicato nell’aula del processo per il disastro di Viareggio che un “buco” certo nel sistema di sicurezza ferroviario ce l’ha: i treni italiani non sono dotati di sistema antisvio, apparecchiatura da poche migliaia di euro che frena il convoglio in caso di svio, evitando lo scenario che si è visto a Viareggio la notte del 29 giugno 2009 ed i trentadue morti che ancora attendono giustizia.
«Con fierezza posso dire che non abbiamo trascurato la sicurezza ferroviaria», sono le parole del manager Fs: «Ho dedicato tutta la mia vita a questo. In sei anni abbiamo fatto opere eccezionali, senza scandali e senza indagini. Da 2006 non abbiamo più incidenti per velocità o rete, come accade in America, Cina, Spagna e Germania. Tutta Rfi e i treni sono coperti in sicurezza. Tutta la ferrovia è coperta. Siamo al massimo livello di sicurezza riconosciuto nel mondo e tutti i Paesi del mondo vengono a vedere l'Italia».
Marzilli ha poi contestato le date della propria posizione in Fs come indicata dai capi di imputazione della Procura di Lucca: «Nel 2006 - argomenta - viene creata la nuova Direzione norme standard e sviluppo. Ma solo nel nel marzo 2008 mi vengono dettagliate le missioni nuova Direzione». Ed il dubbio rimane: perché in un quadro di lavoro tanto fondamentale trascorrono due anni per definire i compiti? (d.f.)
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