Il Tirreno

Versilia

Da Gaza alla Versilia: "Così abbiamo salvato una bambina"

di Elena Torre
La piccola Zaina in ospedale con la nonna
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La piccola Zaina in ospedale con la nonna

Due medici di Pietrasanta hanno ospitato la piccola Zaina, un anno, per consentirle di essere operata al Meyer di Firenze

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PIETRASANTA. Zaina è una bambina vivace, ha grandi occhi neri, sorride, gioca, cammina, come tante altre bambine come lei. Ha poco più di un anno e a guardarla sembra che non le sia successo niente, ha un visino rotondo e non smetterebbe mai di giocare. Zaina vive nel sud della striscia di Gaza nel campo profughi di Rafah, ed è affetta da una grave patologia che porta all’alterazione nello sviluppo.

A guardarla sembra che non le sia successo niente, ma dietro quel niente si nasconde il silenzioso aiuto che quotidianamente tantissime persone portano a migliaia di bambini come Zaina. Il suo caso era stato notato da uno dei volontari referenti del Pcrf (Palestine Children's Relief Fund) il dottor Lorenzo Genitori dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Mayer di Firenze e la possibilità che potesse essere operata lì era remota, così è partito un iter che l’ha portata a Marina di Pietrasanta, dove fino a dopo l’ultimo controllo sarà ospite a casa del presidente del Pcrf Italia il dottor Vincenzo Stefano Luisi, cardiochirurgo pediatrico, e della moglie, la dottoressa Piera del Carlo medico pediatra.

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Ma facciamo un passo indietro. La segnalazione del dottor Genitori è arrivata alla Regione Toscana che ha accolto l'intervento presso le proprie strutture sanitarie pediatriche fiorentine utilizzando appositi fondi per i ricoveri umanitari. L'intervento è stato eseguito dallo stesso Genitori, neurochirurgo pediatrico, due giorni dopo l'arrivo di Zaina in Italia lo scorso 9 ottobre ed è andato bene. Con lei solo la nonna perché entrambi i genitori della piccola sono troppo giovani secondo le autorità israeliane che considerano gli under 35 “a rischio” per poter lasciare la Striscia di Gaza.

«La Striscia di Gaza, -come ci ricorda Martina Luisi del Pcrf Italia- è un fazzoletto di terra di 36 chilometri quadrati con quasi 2milioni di abitanti, il cui 80% è rifugiato, proviene cioè da villaggi e città che adesso sono ufficialmente inglobati entro i confini di Israele. Gaza è circondata da un muro inavvicinabile e invalicabile, con aperture (di cui attualmente solo una funzionante) controllate interamente da Israele, eccetto un unico valico di frontiera dal confinante Egitto che limita l'apertura dei propri confini a poche volte l'anno per numeri prestabiliti di persone. I confini israeliani non sono da meno: come ha recentemente reso noto l'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mese di agosto, per fare un esempio, solo il 60% delle 2.394 richieste dei pazienti in attesa per uscire dalla Striscia e accedere a cure adeguate sono stati approvati».

Vista l'urgenza dell’operazione della bambina e la pericolosità di attraversare l'area del Sinai per raggiungere il Cairo, il Pcrf ha scartato dunque l'opzione egiziana e adottato ogni misura per far uscire la bambina attraverso i confini israeliani. In questa lunga operazione grande supporto è stato fornito dallo stesso Consolato d’Italia a Gerusalemme che ha provveduto celermente a raccogliere informazioni per fornire in tempi quanto più utili il visto di ingresso per cure mediche a Zaina e alla sua nonna paterna Asmahan.

Zaina è stata fortunata. La possibilità che le è stata data, così come quelle date ad altri bambini, siano essi curati all'estero o, come più spesso accade, nel loro paese dalle equipe internazionali di specialisti volontari in missione, è frutto del sostegno delle persone che possono scegliere di eseguire delle vere e proprie donazioni all'Associazione o destinarle gratuitamente il 5permille della propria dichiarazione dei redditi.

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