Assegnato l’appalto per il mare pulito in Versilia
Aperte le buste del bando per gli impianti che spargeranno l'acido peracetico. L’azienda vincitrice deve firmare e avviare i cantieri
VIAREGGIO. Fumata bianca per l’impianto al peracetico, la soluzione sperimentale “tappabuchi” che dovrebbe servire a salvare la prossima stagione dal rischio di divieti di balneazione. Sabato 5 sono state aperte le buste arrivate in risposta al bando che dovrà assegnare i fondi per l’installazione dell’impianto. A quel punto ci saranno solo i tempi della burocrazia: niente più storie. La firma del contratto, l’acquisto del materiale e si dovrà con i cantieri. Ci vorrà al massimo un mese, un mese e mezzo. Ed è plausibile che entro la metà di dicembre già si possano vedere gli operai all’opera.
Il finanziamento utilizzato per questi lavori arriva dalla Regione e consiste in un milione e otto destinati interamente all’abbattimento della carica batterica alle foci della Fossa dell'Abate, del Motrone e del Fiumetto.
Una volta completati questi lavori di installazione si partirà con la sperimentazione vera e propria che sarà monitorata costantemente dall'Università di Pisa. Le analisi dell’istituto pisano saranno necessarie perché l'impiego dell'acido peracetico aveva sollevato molti dubbi: primo tra tutti quello sull'efficacia e poi sulla sua pericolosità per l'ecosistema.
L'acido sarà versato prima nelle idrovore dei depuratori e poi eventualmente negli alvei dei fiumi. Quella del peracetico è infatti soltanto una soluzione-tampone per garantire acque balneabili ed evitare nuovi divieti ogni volta che piove.
I Comuni della Versilia arrivano infine al dunque e si incominciano a vedere i primi risultati delle promesse del sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto, capofila del progetto.
Ma i lavori definitivi, quelli che dovranno risolvere il problema, sono quelli che Gaia sta facendo, ma a rilento per problemi con i finanziamenti. Interventi sulla rete idrica che eviteranno una volta e per sempre le commistioni tra la fognatura bianca e quella nera: ovvero evitare che i liquami arrivino ai turisti che fanno il bagno in Versilia.
Ma gli interventi vanno piano, pianissimo: a due anni dalla firma dell'accordo in Regione per realizzare le opere anti inquinamento (accordo che si chiuderebbe tra due anni) è stato completato solo il 28,6% degli interventi previsti. Meno della metà. Cantieri che corrispondono all'11,3% delle risorse in ballo. Parlando di numeri reali: l'accordo prevede 48 interventi per un totale di 38.379.827 euro ma al momento sono stati fatti solo 14 interventi per 4.353.959 euro. La fine dei cantieri sarebbe a fine 2018 ma il ritardo è consistente e finora a pagarlo sono stati i cittadini. Già, perché 27 milioni e mezzo dei 38 sono a carico loro e vengono computati come “tariffa”. Soldi della bolletta, insomma.
Considerando che per l'intera area gestita dall'azienda dell'acqua solamente 6,5 milioni di euro rimangono annualmente a Gaia per fare i lavori. Tutto mangiato da costi di gestione e debiti.
Ma la situazione potrebbe sbloccarsi anche su quel piano: il presidente di Gaia, Vincenzo Colle, ha assicurato che «entro il primo semestre del 2017 arriverà il finanziamento strutturato» da 140 milioni di euro che potrebbe portare a cambiamenti visibili anche sul piano della velocità degli interventi. L’idea di Colle è che, con questi soldi, si arrivi alla scadenza prevista nei tempi previsti.
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