Il presidio
Bindocci a Rossi: non nascondere che il problema è proprio politico
VIAREGGIO. Massimiliano Bindocci, già responsabile della Camera del lavoro di Viareggio ed oggi sindacalista Filcams-Cgil, scrive al nuovo segretario generale, Rossano Rossi, e per iniziare ricorda:...
VIAREGGIO. Massimiliano Bindocci, già responsabile della Camera del lavoro di Viareggio ed oggi sindacalista Filcams-Cgil, scrive al nuovo segretario generale, Rossano Rossi, e per iniziare ricorda: «In oltre 4 mesi che sei stato eletto segretario generale non è stato convocato nemmeno un direttivo». Quando il caso-rimborsi è arrivato sulle pagine del “Tirreno”, continua Bindocci, «la questione era nota in Cgil a Lucca da un po'. Ed avresti dovuto affrontarla o pretendere che venisse affrontata immediatamente con chiarezza e trasparenza e con la adeguata pubblicità degli atti, nell'interesse dell'organizzazione e dei soggetti coinvolti».
La risposta di Rossi al “Tirreno” era stata l’invito a discutere di lavoro e politica: «Secondo me sbagli - scrive Bindocci -: non puoi dividere la questione politica e quella morale. Se vogliamo rappresentare al meglio gli interessi di chi lavora in Versilia ed in tutta la provincia, abbiamo bisogno di un sindacato forte, con proposte importanti ma anche credibile. Per questo occorrono una trasparenza ed una fiducia degli iscritti nel gruppo dirigente che passa da un’operazione di trasparenza amministrativa e politica che non può non affrontare quel periodo “nero” come lo definisce l'area di opposizione».
Perché lo scontro in Cgil durante la “reggenza” Chriaco è stato politico: «I problemi erano di politica nel territorio, nella scelte dei quadri, sulle iniziative che si esaurivano nel singolo convegno, nella mancanza di autonomia, nella la gestione di alcuni servizi, in certi rapporti con la politica ed a Viareggio in particolare, ed è proprio su questi argomenti che con gradualità Chiriaco ha perso la sua maggioranza, fino a dimettersi con Profetti. Era per questi contrasti che mi rimossero, a parer mio senza preavviso e senza motivi, da responsabile della Versilia. Ma, cosa ben più grave, per colpire me per la mia contrarietà a certe posizioni, ha pagato tutto un territorio. La Cgil in Versilia era un riferimento ed un presidio di democrazia, ogni vertenza sociale partiva da noi. Adesso siamo spariti. Dunque, il problema da affrontare è proprio politico».
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