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Medici del Versilia in servizio altrove

Medici del Versilia in servizio altrove

La Federazione sindacati indipendenti: ginecologi a Pontedera e pediatra a Cecina, con costi altissimi

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VIAREGGIO. Neurologia «al collasso» e mobilità per i medici dell’ospedale Versilia verso quelli di Pontedera e Cecina. È la denuncia della Federazione sindacati indipendenti (Fsi) che ha chiesto alla Conferenza dei sindaci un incontro urgente e annuncia: «Siamo pronti ad occupare un consiglio comunale se i sindaci non si prendono in carico sul serio la sanità».

La maxi Asl Toscana Nord Ovest dal 2 novembre avrà una organizzazione tutta nuova dal punto di vista tecnico organizzativo: «Tutti i dirigenti rimangono al loro posto - spiega Daniele Soddu, segretario regionale del Fsi - con gli uffici divisi in mille rivoli, così che ciascuno abbia il proprio incarico. Ma l’obiettivo sbandierato con la riforma, quello del contenimento dei costi di dirigenti e quadri che fine ha fatto?».

Le maxi Asl non risparmiano, insomma, «e allo stesso tempo non sono in grado di assicurare i servizi ai pazienti». Il caso Versilia, sottolinea il sindacato, è emblematico: «Assistiamo - continua Soddu - ad un peggioramento della qualità della prestazione. Le liste d'attesa sono un'avventura e le agende sono chiuse. Il che significa che l’intera branca di una certa prestazione è chiusa. Anche se è illegittimo, perché la norma dice che la prestazione me la devi dare».

Per non parlare «dei tempi attesa al Pronto soccorso» o di quanto sta accadendo in Neurologia: «Sono rimasti in cinque - è ancora Soddu a parlare - compreso il primario. Ed i posti letto sono aumentati. Con gli orari che hanno non riescono più a gestire la turnistica. Provano a sopperire con rientri su rientri, ma è difficile far quadrare tutto il conto perché bisogna tenere conto della normativa sul personale».

Medici erranti. Intanto, un ginecologo del Versilia «con un ordine di servizio è stato mandato a lavorare a Pontedera fino al 22 ottobre. Ed è già stato detto agli altri di mettere in conto che ognuno di loro dovrà andare». Per i pediatri, invece, la destinazione è «Cecina, dove manca un medico in Pediatria». Una scelta che sguarnisce, a detta del sindacato, il presidio sanitario della Versilia (che in estate vede moltiplicare i numeri) e «ha costi altissimi. Abbiamo calcolato - spiega il sindacalista - che un turno di lavoro va a costare 380 euro. A questo punto sarebbe meglio per tutti fare nuove assunzioni, anche solo a tempo determinato, là dove i medici mancano». Il sindacato Fsi « si pone anche il problema di capire la copertura di eventuali contestazioni per colpa grave» che le assicurazioni «in genere vengono coprono solo per il presidio dove un professionista lavora».

Il risultato finale è tutto nelle parole dirette di Soddu: «Il nostro ospedale ha settori che sono ormai in crisi». Crisi frutto di una «riforma a livello organizzativo che ha prodotto un caos. Non si sa più chi fa cosa. Alcune attività sono state demandate, e la catena del comando si è allungata, disgregata. Al punto che è difficile avere contatti con i referenti».

Assunzioni? No. C’è un aspetto ulteriore che in questo periodo è sul tavolo del confronto sindacati-Asl-Regione: «Loro ci dicono "assumiamo"», ricorda Soddu, «ma in realtà stanno semplicemente stabilizzando i precari». Questo non significa che ciò non debba accadere, anzi, «ma i numeri rimangono gli stessi». Così come rimangono le stesse le troppe situazioni di un sistema sanitario che ormai sembra non reggere più il peso di se stesso.

Pubblico e privato. «I cittadini - è un altro dei temi toccati nella conferenza stampa Fsi di ieri mattina - oltre alle liste di attesa per la prenotazione di esami diagnostici che oramai sono diventate una avventura, oltre ai tempi di attesa al Pronto soccorso, fanno i conti anche con i ticket che oramai non sono nemmeno più convenienti rispetto al privato. Insomma, hanno visto in tutti questi anni un peggioramento nella erogazione dei servizi della sanità pubblica . Ci avevano illuso che con l'aumento dei ticket la sanità sarebbe qualitativamente migliorata: dopo tre/quattro anni notiamo invece un notevole peggioramento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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