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Pieraccini: l’ex caserma non si vende

Nel 2013 furono raccolte numerose firme in calce ad un appello

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VIAREGGIO. «Leggo sui giornali la notizia che l'ex Provincia ha deciso di vendere l’ex caserma dei carabinieri. Trovo che sia una decisione inaccettabile». Così torna ad intervenire sulla questione Giovanni Pieraccini che già negli anni passati aveva protestato con forza sulla questione. «Mi permetto di annunciare - continua Pieraccini - che insieme ai cittadini della città raccoglieremo le firme perché ciò non avvenga. Non è la prima volta che lo facciamo e già ci ha portato alla vittoria perché, infatti, l’ex caserma dei carabinieri non fu venduta».

Pieraccini argomenta così la propria contrarietà all’operazione che si inserisce nel piano di alienazioni deciso da palazzo Ducale: «A me pare che anche l'ex Provincia debba avere una politica, poiché "ancora esiste", fondata su chiare priorità e su chiare azioni in favore di tutti i suoi comuni. Viareggio è in una situazione priva di un potere politico, ma ciò non autorizza a non pensare bene ai suoi maggiori problemi da risolvere. Non c'è dubbio che risolvere i problemi di una istituzione fondamentale come una biblioteca sia un fatto prioritario e a me sembra che questa priorità debba essere tenuta presente anche dall'ex Provincia. Se così non fosse, si aggiungerebbe alle difficoltà notevoli che la città vive in questa situazione, anche la perdita della possibilità di risolvere i suoi maggiori problemi, come quello di un palazzo dedicato allo sviluppo della biblioteca e delle istituzioni culturali che oggi sono in difficoltà».

Nel 2013 si costituì il "Comitato per Viareggio", la cui prima azione riguardò proprio la ex caserma dei carabinieri con l' obiettivo principale di impedire la vendita e lo spostamento del liceo scientifico dal centro città al polo scolastico previsto là dove si trova già il liceo tecnologico “Galilei”. Se il liceo fosse stato trasferito - questa era all’epoca la risposta della Provincia - il Comune di Viareggio, proprietario dell’immobile di via IV Novembre, avrebbe potuto realizzare in quell’immobile tutti gli spazi pubblici che desiderava. (d.f.)

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