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Patrimonio, si riunisce il comitato dei creditori

Patrimonio, si riunisce il comitato dei creditori

Fissato per il 16 novembre dovrà approvare il piano di realizzo preparato dal curatore Bellomo

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VIAREGGIO. Comitato dei creditori della Viareggio Patrimonio fissato per il 16 novembre. È in questa sede che sarà presentato dal curatore fallimentare, Donato Bellomo, il piano di realizzo. Una volta che questo sia stato approvato, solo a quel punto sarà noto il calendario della vendita dei beni della società, passaggio indispensabile per avviare i pagamenti dovuti nella misura che sarà stabilita. È un passaggio cruciale, ad un anno e due mesi dalla scelta della richiesta di auto fallimento che l’allora liquidatore, Marco Marchi, fece d’intesa con l’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro.

Da allora si sono succeduti: il ricorso di alcuni creditori e dell’ex amministratore unico respinto dalla Corte di appello di Firenze con una sentenza che dichiara fallibile la società in house del Comune di Viareggio; la fine dell’esercizio provvisorio nella primavera scorsa; il ricorso in Cassazione dei ricorrenti contro la sentenza della Corte di Appello, dall’esito ancora sconosciuto.

Donato Bellomo, negli ultimi mesi, ha lavorato in stretto contatto con la squadra del commissario prefettizio Fabrizio Stelo, nella quale il sub commissario Stefano Angelo Del Punta ha la delega per tutte le questioni economiche dell’Ente pubblico. Sono arrivati, così, i comodati con i gestori degli impianti sportivi di proprietà della Patrimonio, la definizione della gestione abitativa almeno per quella di competenza del Comune che è stata passata ad Erp, l’elenco dei beni della società.

Ora, con il passaggio previsto per metà del prossimo mese, si entra nel vivo dei passaggi da compiere per chiudere il fallimento. Il Comitato che si riunisce il 16 novembre è composto di tre o cinque membri scelti tra i creditori, scelti tenendo conto di una rappresentanza in misura equilibrata di quantità e qualità dei crediti e con riguardo alla possibilità di soddisfacimento dei crediti stessi. Con la recente riforma fallimentare, il Comitato dei creditori è stato completamente trasformato, diventando così soggetto attivo della procedura, non solo è formalmente accomunato al giudice delegato nella vigilanza sull'attività di amministrazione del curatore, ma depositario (quasi esclusivo) del potere autorizzativo prima attribuito al giudice delegato o al Tribunale. Il Comitato ha oggi, dunque, anche funzione autorizzativa. Ed ecco perché è così centrale questo passaggio della storia della Viareggio Patrimonio, la società che nel 2006 fu creata dall’amministrazione del sindaco Marco Marcucci come soluzione di molti dei problemi economico del Comuni, o almeno così fu assicurato a quella Corte dei Conti che è sembrata credere a lungo che così fosse. Ma già qualche anno prima del fallimento 2015 era chiaro che le cose non andavano. Ad iniziare da quei “disallineamenti” nei conti correnti di Comune e Patrimonio denunciati negli anni dell’amministrazione Lunardini dall’allora consigliere comunale Pd, Andrea Palestini, che era il presidente della commissione di controllo sulla stessa Patrimonio.

Ed è al 2012 che fa riferimento la relazione successiva all’ispezione del ministero dell’economia (Mef): la Patrimonio non ha riversato, come ammetteranno poi gli stessi revisori dei conti della società “in house”, 24 milioni di tributi riscossi. Anche su questo - come su molti altri degli illeciti segnalati dall’ispettore del Mef Luciano Cimbolini - è aperta dall’ottobre scorso un’indagine della Procura della Repubblica affidata alla guardia di finanza di Lucca. (d.f.)

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