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Sicurezza sui binari, troppi pedoni investiti
La relazione annuale dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie: il 96% dei morti nel 2015 sono persone a piedi sull’infrastruttura
VIAREGGIO. Gli investimenti dei pedoni sono stati la causa più ricorrente degli incidenti ferroviari significativi anche nel 2015 (comprese le persone investite ai passaggi a livello): il 96% dei morti del 2015 sono pedoni. Questi i dati contenuti nella relazione annuale dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (Ansf) diretta da Amedeo Gargiulo. Dati che riportano subito alle mente quanto accaduto appena qualche giorno fa sui binari della stazione di Torre del Lago dove ha perso la vita, investito da un treno, Mattia Musumeci, 27 anni. Il 62% degli investimenti - fenomeno sul quale vi è una recente relazione di indagine della Digifema (Direzione per le investigazioni ferroviarie e marittime del ministero dei trasporti) - si è verificato in quattro regioni che sviluppano una gran parte del traffico ferroviario. Tra queste c’è la Toscana dove si è passati dai 9 investimenti del 2014 ai 12 del 2015.
Tra i provvedimenti che Ansf ritiene necessari per contrastare il fenomeno c’è lo «sviluppare collaborazioni con gli operatori ferroviari e con il gestore delle infrastrutture (Rfi, ndr) per la progressiva limitazione degli accessi alle aree più a rischio per gli indebiti attraversamenti». Ma le prescrizioni della commissione di indagine (marzo 2016) sono dirette proprio ad Ansf affinché le trasformi in raccomandazioni per Rfi ed imprese ferroviarie e ne pretenda applicazione e rispetto. Insomma, ci sono strumenti mitigativi a portata di mano.
Sembrano andare meglio le cose sul fronte del trasporto merci pericolose: dal 2009 il numero di fuoriuscite di merci pericolose è progressivamente diminuito: il 2015 rispetto al 2009 segna un meno 90%. «Grazie ai controlli effettuati - si spiega nella relazione - e all’introduzione di specifiche check list», tema al quale lavorò Ansf fin da subito dopo il disastro ferroviario di Viareggio, non senza che l’allora direttore Alberto Chiovelli venisse osteggiato in Italia come in Europa.
In calo, infine, il numero totale degli incidenti ferroviari che nel 2014 sono stati 109 e nel 2014 si sono fermati a quota 97. Ma disastri come quello accaduto nell’estate scorsa in Puglia, con 23 morti, indicano che non ci sono i presupposti per abbassare la guardia lungo i binari d’Italia, pubblici o privato che sia il trasporto. Come sottolineato ieri dallo stesso Gargiulo: «I dati 2015 sono confortanti. Ma non bisogna abbassare l'attenzione su diversi fronti, tanto più in vista delle nuove sfide che l'Agenzia è chiamata ad affrontare: da qualche settimana la nostra competenza è stata estesa anche alle linee interconnesse che arrivano da esperienze locali molto variegate».
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