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Ersu mette a dieta i dipendenti: «Più pesano e più si infortunano»
Secondo l’azienda dei rifiuti il 20% del personale si porta dietro chili in eccesso che causano incidenti. Obbligatori gli incontri con un medico, poi chi lo desidera può farsi seguire da un nutrizionista
PIETRASANTA. Mangia sano e magari nella giusta quantità: così rischierai meno infortuni sul posto di lavoro. Devono averla pensata in questo modo dalle parti di Ersu, quando - dati alla mano - era emerso che il 70% dei lavoratori vittime, durante il servizio di raccolta rifiuti porta a porta, di scivolate e capitomboli, risultava in discreto sovrappeso. A dire il vero il dato degli infortuni nell’ultimo anno è in calo - siamo a quota 28 - ma molto più elevato è stato invece il numero degli incidenti evitati per un niente «spesso a causa di movimenti difficoltosi dettati anche e soprattutto dal peso in eccesso del lavoratore», certificano da Ersu.
Da qui l’idea di un progetto, condiviso con l’Asl (in particolare la dottoressa Giovanna Camarlinghi e dottor Luigi Franchini, e con il referente dei lavoratori in sicurezza Antonio Andreozzi) di un percorso salutare, fra lezioni sulla corretta alimentazione e ancora di visite e consulenze con il nutrizionista. Un percorso che è in parte obbligatorio, a testimonianza della volontà di Ersu di risolvere la questione riducendo gli infortuni. E - aiutando i dipendenti in sovrappeso - a ridurre i rischi (e anche a stare meglio, non c’è dubbio).
Ora, a scanso di equivoci, non deve passare l’idea che gli operai e gli amministrativi del personale Ersu siano nella quasi totalità con addosso chili in eccesso: non è così, e quindi al bando i facili sorrisetti. Stando ai dati, c’è comunque un elemento non trascurabile: circa il 20 % (per intendersi poco più di 40 su 220) dei dipendenti ha un indice di massa corporea sballato. Più gli uomini che le donne, anche se la differenza, stando a quanto riferiscono sempre da Ersu, non è così marcata.
«Uno stile di vita errato che, d’intesa con gli stessi lavoratori e il dipartimento nutrizionale dell’Asl - fanno sapere il presidente di Ersu Alberto Ramacciotti e il direttore generale Walter Bresciani Gatti - intendiamo correggere. Ersu è un’azienda che effettua turni di lavoro al mattino e al pomeriggio, quindi i lavoratori hanno l’esigenza di pranzare in orari non proprio consoni con le esigenze biologiche. Centotrenta dei nostri addetti, in qualsiasi condizione meteo, devono effettuare il giro di raccolta che prevede circa 600 utenze servite: come a dire che salgono e scendono dal mezzo ben 600 volte durante ogni turno. Questi lavoratori sono quelli più esposti ad eventuali rischi in caso di malattie quali sovrappeso, obesità, colesterolo alto, diabete, disturbi cardiovascolari. Tutte patologie innescate dal mangiare male e appunto fuori orario. Da qui, come detto, il progetto “Salute e lavoro”, che sta ottenendo un grande consenso fra i nostri addetti che ringraziamo per la loro collaborazione. L’obiettivo? Ridurre almeno del 10% il peso di ogni persona oggi in sovrappeso coinvolta in questo stesso progetto».
Ersu ci mette i soldi, i dipendenti un po’ di buona volontà. «Gli incontri formativi presso la Misericordia di Tonfano sono obbligatori: il primo si è svolto la scorsa settimana, il prossimo è in agenda domani. E rappresentano - precisa Bresciani Gatti - un ottimo strumento di prevenzione per le diverse patologie a rischio. Il medico ti consiglia cosa mangiare durante il turno, cosa evitare, quali alimenti sono più indicati in una dieta e poi, al termine di questo percorso i lavoratori individuati potranno, solo se lo vorranno, farsi seguire da un nutrizionista per un periodo compreso fra i 6 e i 12 mesi. La speranza è quella di sensibilizzare il più possibile ad un corretto stile di vita che possa insieme all'attività fisica essere una guida per una sana alimentazione». E per rischiare meno capitomboli sul posto di lavoro.
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