Il presidio
Nella bufera per 20mila euro di rimborsi alla Cgil
Gli ispettori regionali contestano le cifre incassate dall’ex segretario a capo della Cgil provinciale tra il 2014 e il 2016
VIAREGGIO. Dopo aver tenuto banco nel dibattito interno della Cgil provinciale oggi diventa pubblico il caso rimborsi all’ex segretario provinciale Franco Chiriaco, come da verbale del Collegio ispettivo della Cgil regionale. Secondo il quale «nel bilancio della Camera del lavoro di Lucca la voce riguardante i rimborsi della segreteria che attengono esclusivamente al segretario generale, risultano abnormi». Oltre che «non pienamente rispondenti ai dettami del regolamento Cgil». [[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.14307886:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/10/26/news/i-vertici-regionali-e-una-procedura-interna-1.14307886]]La visita ispettiva contesta a Chiriaco (a lungo sindacalista nazionale della Cgil ed in pensione dal 2009, pur mantenendo collaborazioni con lo stesso sindacato) «costi per missioni che superano i 20.000 euro, pur utilizzando un’auto aziendale». Nel dettaglio, scrivono gli ispettori dell’organizzazione sindacale, «tali spese hanno anche riguardato rimborsi per ristoranti per importi ben superiori ai massimi regolamentari. E, spesso, facenti riferimento a più persone senza indicarne il nome e la motivazione». Senza contare che «altrettanto significativi sono i costi sostenuti per viaggi in taxi, le cui ricevute raramente riportano il percorso effettuato». E a questo si somma «il rimborso per il posteggio dell’auto per un importo pari, su base annua, a 1.560 euro».
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.14307875:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.14307875:1652286921/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Sono le sole cifre riportate nel verbale datato 17 maggio 2016, ma non le uniche contestazioni mosse. L’attenzione degli ispettori regionali, infatti, si concentra anche sui fogli di missioni «debitamente autorizzati», i quali «riportano molto spesso motivazioni troppo generiche (“varie”) e, per un caso rilevato, incompatibili con le regole Cgil (“intervento chirurgico”)».
Ed ancora: «Il 19 dicembre 2015 è stato presentato un rimborso per un viaggio Roma/Milano effettuato sia in treno sia in aereo, in orari quasi sovrapponibili».
La soluzione del caso-rimborsi è nell’indicazione finale contenuta nel verbale ispettivo: «Visto il mancato rispetto del regolamento Cgil in materia di rimborsi - scrivono gli ispettori - si invita il centro regolatore a valutare l’effettuazione delle necessarie iniziative al fine di recuperare quanto erogato indebitamente».
Il bilancio Cgil. Un lavoro, quello del Collegio ispettivo regionale, che non si concentra solo sulle spese del segretario. La Cgil provinciale lucchese era stata commissariata da quella nazionale in un quadro di bilanci da ripianare proprio con l’invio di Franco Chiriaco, nel marzo 2014. A maggio 2016 «la situazione economico/finanziaria appare migliorata», perché otto persone non sono più a libro paga. Ma, a giudizio degli ispettori, «la situazione economica e debitoria della struttura non risulta ancora stabilizzata e pertanto necessita ancora di attento monitoraggio di riduzione di costi non necessari, nonché di serie verifiche in termini di rischi potenziali». La verifica conclude che «visto il significativo ammontare di debiti bancari in essere (2,3 milioni a fronte di immobilizzazioni per 2 milioni circa) si invita ad un attento monitoraggio della gestione aziendale».
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Parcheggi pagati. Al personale di stanza alla Camera del lavoro di Viareggio - evidenzia il verbale della visita ispettiva - «viene corrisposto un “contributo parcheggio” mensile che non trova giustificazione né nel regolamento Cgil né nelle delibere di segreteria». E, probabilmente, neppure di fronte agli iscritti.
Centralinisti in missione. Cinque titolari di un contratto di collaborazione volontaria per il centralino«vengono di fatto retribuiti mensilmente con cifre fisse sotto forma di missioni». Il giudizio è netto: «Si tratta di forzature regolamentari che espongono la Camera del lavoro a rischi di natura sanzionatoria».
Casa-lavoro. Un operatore, infine, «risulta titolare di un trattamento “casa/lavoro” nelle propria residenza a Lucca, dove opera per alcune ore al giorno, con un rimborso giornaliero di missione per la permanenza nella sede di Altopascio. Sarebbe opportuno assegnare all’operatore il trattamento “casa/lavoro” fino ad Altopascio».
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