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Party nella villa storica: «Nessun rave»
Gli organizzatori della festa minimizzano i danni al cancello che verranno coperti dall’assicurazione
CAMAIORE. L’eco della musica che ha riempito villa Cavanis sabato scorso si sente ancora, almeno metaforicamente. Da una parte i detrattori continuano a parlare di “rave party”, dall’altra gli organizzatori minimizzano sui danni che sarebbero stati fatti alla villa.
La festa, durata fino a circa alla mezzanotte di domenica, è stata nel mirino della Municipale dopo che alcuni cittadini si erano lamentati per la musica troppo alta. Al loro arrivo i vigili avevano trovato anche dei rifiuti abbandonati e un danno al cancello per circa 4mila euro.
Continua a sollevare la polemica la Lega che intima al sindaco di dimettersi e si dice sdegnata «di fronte a questa amministrazione che continua a distruggere qualsiasi cosa di bello ci sia a Camaiore». Seguono quindi il solco tracciato dal’ex sindaco, Giampaolo Bertola, che parlava di «scenari devastanti».
Sul fronte opposto arrivano le risposte dell’amministrazione che dal 2005 concede la struttura per feste private, ovvero quella che doveva tenersi sulla carta sabato scorso.
«Gli organizzatori si sono impegnati a rispettare alcune prescrizioni: non arrecare nessun danno, provvedere alle autorizzazioni, assicurarsi che il volume della musica non creasse disturbo al vicinato e la pulizia alla fine dell’evento. Cose che sono state fatte».
I danni al cancello però non erano previsti: li ha provocati una macchina nel fare manovra.
«Saranno ripagati dall’assicurazione del guidatore che ha presentato in Comune un Cid», assicurano.
«Il conducente ci aveva lasciato tutti i dati - hanno detto gli organizzatori della festa - vogliamo spiegare che il nostro unico intento era quello di coinvogliare in un luogo tanti ragazzi come noi, semplicemente per divertirci e ballare. Il rave è un evento illegale - concludono - noi invece avevamo tutte le autorizzazioni e abbiamo seguito l’intero iter burocratico. Non credevano di suscitare tutto questo scalpore: volevamo semplicemente promuovere un evento a Camaiore, così come facciamo in tanti altri posti». (cbm)
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