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Il rilancio di Querceta passa dall’arte diffusa

Il rilancio di Querceta passa dall’arte diffusa

I percorsi delle mostre porteranno turisti da Seravezza alla frazione Il primo esperimento è la personale dell’artista quercetano Guido Cagetti

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QUERCETA. L’amministrazione Tarabella esporta l’arte e la cultura anche a Querceta. Lo farà riscoprendo un artista versiliese allievo di Carlo Carrà e Arturo Dazzi, che in vita aveva esposto soltanto due volte. Si tratta di Guido Cagetti, e la mostra personale unirà simbolicamente Palazzo Mediceo con il palazzo civico di Querceta.

Sono infatti circa 120 le opere di Cagetti che sono state selezionate – e riportate alla luce - fra le millecinquecento inaspettatamente ritrovate dopo la sua scomparsa nel 2013. Seravezza esalta così un artista della sua terra – Cagetti è nato a Querceta nel 1935 – e comincia una politica di valorizzazione della piana sotto il profilo culturale.

A prospettare questa novità è stato l’assessore Giacomo Genovesi nel corso della conferenza stampa, nella quale ha parlato di “mostra diffusa sul territorio”.

In realtà il grosso dell’esposizione sarà a Palazzo Mediceo: sabato 29 ottobre verrà inaugurata la mostra di Cagetti dal titolo “Memoria d’arte. Il simbolo e il messaggio”.

Si tratta di cento opere suddivise in nove distinte tematiche: Autoritratto, Il lavoro, Donne, Sacrificio 1944, Il Cristo, Natura morta, Animali, Sul territorio, Inchiostri e chine, quest’ultima dedicata al corpus di opere grafiche. Ma affiancherà questa esposizione una sezione dal titolo “Guidone illumina Querceta” allestita nel palazzo civico di piazza Matteotti a Querceta, luogo natio e caro all’artista che per anni è stato agente della polizia provinciale di Lucca. La mostra di Querceta aprirà i battenti in anteprima con una piccola cerimonia giovedì 27 ottobre alle ore 17.30 e si potrà visitare – come quella del Mediceo - fino all’8 gennaio 2017.

Il progetto è stato curato dal giornalista e critico d’arte Lodovico Gierut e dalla figlia dell’artista, Michela. L’intento è stato quello di far conoscere, per la prima volta in maniera organica e così ampia, il percorso artistico di Guido Cagetti, che fu allievo di Arturo Dazzi e di Carlo Carrà e uno dei più giovani ed entusiasti frequentatori del cenacolo del “Quarto Platano” e della "Marguttiana" di Forte dei Marmi.

«Cagetti è stato un innamorato a oltranza della sua gente – ha detto Ludovico Gierut parlando a lungo dell’amico e artista quercetano - Nonostante la sua ritrosia a esporre finalmente è stato riconosciuto da questa amministrazione che con la mostra salda in modo forte Mediceo e Querceta». Un amore che ha riversato nella sua arte.

Nelle opere spicca la scelta cromatica che Cagetti abbina alle famose figure di donne forti dal timbro apuano, eredi degli antichi Liguri-Apuani, il popolo delle Statue Stele, ai cavatori, ai contadini, ai pescatori e ad altre figure del mondo del lavoro.

Affascinano i rossi d’amore e di sacrificio, i gialli-luce della preghiera genuina, i blu della serenità, i verdi della natura di un territorio olivato, marino e montuoso quale quello della Versilia. Il Sindaco Tarabella ha spiegato che «alle parole facciamo seguire i fatti», riferendosi al ruolo dell’amministrazione di promuovere le figure artistiche del territorio.

«È stata una sorpresa – ha aggiunto Tarabella – quando i familiari di Guido Cagetti mi hanno prospettato l’idea di fare una mostra su di lui; non immaginavo avesse un patrimonio così ambio di opere».

Tiziano Baldi Galleni

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