Il presidio
Cava Viti, Pietrasanta: si deve chiudere
L’intenzione è stata ribadita anche in occasione dell’ultima assemblea cittadina
STRETTOIA. «Questo è il numero del mio cellulare, chiamatemi, chi vuol entrare all’interno della discarica è libero di farlo. Invito i tecnici e i cittadini, chiunque può entrare e verificare con i propri occhi». A parlare è Gianpaolo Nadalini, direttore di Programma Ambiente Apuane, la società che gestisce la discarica di cava Fornace, durante il dibattito organizzato dal “Comitato contro la discarica” sabato pomeriggio a Strettoia. «Non sappiamo che tipo di impermeabilizzazione esista tra discarica e substrato roccioso» aveva detto pochi minuti prima Luca Pandolfi, docente di scienze della terra all’Università di Pisa, tra i relatori. «Sono disposto a partire da Pistoia dove abito e venire qui se può aiutare a fugare dubbi e paure» ha risposto alla fine degli interventi il direttore.
Il “caso” Fornace proprio non riesce a trovare fine, sabato pomeriggio all’incontro voluto dal Comitato la sala è piena. Da una parte ci sono loro, quelli che vogliono la chiusura del sito, gli ambientalisti, le associazioni e i movimenti che da anni si battono perché contrari alle attività della ormai ex cava Viti. Dall’altra gli amministratori, rappresentanti del comune di Montignoso, Pietrasanta, Forte dei Marmi e Seravezza: sindaci e assessori ascoltano e prendono appunti mentre le voci si alternano al microfono. Nel mezzo i cittadini, volti preoccupati: «Da dove arriva la puzza che mi entra in casa?» domanda una ragazza, «che intenzioni avete, volete ampliare i tipi di rifiuti nella discarica?» fa eco un’altra voce dal pubblico. Se Pietrasanta sembra intenzionata a percorrere la strada della chiusura del sito, gli altri comuni sono più cauti e cercano la via del dialogo e della mediazione, mentre a difendere il proprio operato c’è il comune di Montignoso. «L’ampliamento della discarica non si farà - ha voluto sottolineare con forza il sindaco Gianni Lorenzetti - non ci saranno autorizzazioni in deroga. Non riesco a capire qual è il problema emerso in queste settimane, la discarica è sempre la stessa, non è cambiato nulla». Neanche le analisi, le contro analisi e gli accertamenti degli ultimi giorni sembrano placare le paure dei movimenti e delle associazioni. Resta una storia infinita, tutta politica. «In questi mesi non ho mai visto un’associazione chiedere un appuntamento per discutere su cava Fornace - ha concluso Lorenzetti togliendosi qualche sassolino dalla scarpa - ho visto molte polemiche e speculazione politica e io a questo gioco non ci sto».
Alessio Profetti
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