Il presidio
Il vero pericolo è la burocrazia
Di sicuro c’è un tratto di ferrovia fin troppo accessibile e su quello stesso tratto, altrettanto sicuramente, c’è un ragazzo morto a soli 27 anni. La terza certezza è che tecnici esperti, di una...
Di sicuro c’è un tratto di ferrovia fin troppo accessibile e su quello stesso tratto, altrettanto sicuramente, c’è un ragazzo morto a soli 27 anni. La terza certezza è che tecnici esperti, di una commissione di indagine del ministero dei trasporti, sono arrivata alla conclusione - incidenti e dati alla mano - che fosse necessario intervenire sul tratto di linea tra Torre del Lago e Migliarino, troppo accessibile e troppo “popolata” di esseri umani.
Qui comincia la trafila burocratica. La commissione deposita l’esito del lavoro (raccomandazione), il ministero lo invia all’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria (Ansf) che deve trasformarlo in prescrizioni rivolte a Rfi e alle Imprese ferroviarie. Ferrovie, però, alle domande del “Tirreno” in questi giorni sono cadute dalle nuvole. Eppure le raccomandazioni sono numerose, relative a tutti i sistemi per prevenire l’investimento di persone sui binari, in stazione ed ai passaggi a livello, dettagliate di casistica.
I confinanti con l’infrastruttura - è la tesi di Fs - a norma di legge dovrebbero recintare i terreni. Ma qui siamo in pineta, nel parco naturale di proprietà dei Comune (ricorda il presidente Giovanni Maffei Cardellini) e per di più sul confine tra Comune di Viareggio e quello di Vecchiano. Ed il gomitolo delle sicurezza ferroviaria si ingarbuglia ancora di più. (d.f.)
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