Italia
Il panino in classe? Si può fare ma serve tempo
VIAREGGIO. A scuola col panino al posto del pasto in mensa? Anche in Versilia ci sono famiglie che hanno cominciato a prendere in considerazione questa soluzione, autorizzata “legalmente” dalle...
VIAREGGIO. A scuola col panino al posto del pasto in mensa? Anche in Versilia ci sono famiglie che hanno cominciato a prendere in considerazione questa soluzione, autorizzata “legalmente” dalle sentenze della Corte d’Appello e del Tribunale di Torino su ricorso di alcuni genitore. Ma pur sempre problematica sul piano pratico. In primo luogo perché i bimbi che non consumano il pasto messo a disposizione dal servizio emnsa non possono mangiare il panino con i compagni (lo vieta l’Asl). E poi perché non tutte le scuole hanno spazi alternativi al refettorio e personale di sorveglianza in più per consentire agli alunni di consumare pasti diversi da quelli della mensa. Che fare? Il messaggio che arriva dall’ufficio scolastico provinciale è chiaro: «Dobbiamo dare alle scuole il tempo per farsi carico delle eventuali istanze dei genitori e, istituto per istituto, sulla base delle disponibilità, adottare le misure più idonee» afferma la provveditrice Donatella Buonriposi.
Fino ad ora in Versilia si è verificato un solo caso di un alunno (all’istituto comprensivo Gaber di Lido di Camaiore)“costretto” dalle norme a mangiare da solo per essersi portato il panino da casa. Un episodio che per il momento non si è ripetuto, ma evidenzia un problema presente. Dunque, per fronteggiare nuove possibili richieste, i dirigenti scolastici della Versilia hanno cominciato a muoversi per essere in grado di offrire locali consoni al consumo di un pasto alternativo e garantire un’adeguata sorveglianza. Nessun caso ha fatto seguito alle sentenze piemontesi negli istituti comprensivi Camaiore 1 e Pietrasanta 1 dove i rispettivi dirigenti scolastici, Mila Berchiolli e Sandro Orsi, sono unanimi nell’affermare che separare i bambini durante il pranzo comporterebbe la perdita di un momento essenziale di integrazione fra compagni.
Inoltre, è importante ricordare, che i menù della mensa scolastica seguono la dieta mediterranea e sono strutturati in due periodi (invernale ed estivo) e pertanto tengono conto dei parametri nutrizionali indicati dal servizio igiene alimenti della Asl.
«A Viareggio in passato si sono verificati episodi di protesta legati al rincaro del servizio mensa – racconta Nella De Angeli, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “Don Milani” di Viareggio – E visto quello che è accaduto a Lido di Camaiore è importante per tutte le scuole del territorio trovare una linea comune per rispondere alle esigenze delle famiglie, favorendo l’accessibilità dei ragazzi alle strutture scolastiche». Tenendo conto dell’inquadramento normativo generale: la scuola non ha “titolarità” rispetto alla gestione degli spazi per la mensa affidati a chi espleta per conto dei Comuni il servizio. «Possiamo provare a gestire la questione come è stato fatto per altri servizi, ad esempio il pre-scuola - continua De Angeli - tenendo conto delle istanze dei genitori potremmo discuterne in sede di consiglio d’istituto per valutare la fattibilità di un servizio alternativo a quello della mensa scolastica, che non è un obbligo di legge e che andrebbe ad essere inserito nell’offerta formativa». (f.c. - v.l.)
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