Il Tirreno

Versilia

Elezioni annullate. Del Ghingaro: livore e cattiveria nei miei confronti

L'ex sindaco, in attesa della sentenza del Consiglio di Stato, commenta alcune affermazioni dell'avversario, Massimiliano Baldini, e afferma: "Porta avanti la sua battaglia sbruffona per creare un alibi per la sua ennesima sconfitta alle elezioni"

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VIAREGGIO. Lo sfogo arriva a poche ore dall'udienza del Consiglio di Stato che si è preso tempo per decidere sull'eventuale ritorno alle urne di Viareggio dopo l'annullamento delle elezioni del giugno 2015 da parte del Tar. L'ex sindaco (almeno temporaneamente, decideranno i giudici) Giorgio Del Ghingaro lo affida come orami sua consuetudine al web, alla sua pagina facebook. E alza i toni della polemica: non sui contenuti del dibattimento in sede amministrativa ma sui modi, sullo stile, dle suo avversario.

"Lo stile è come il coraggio" scrive e cita una frase: "È bene che Del Ghingaro venga rimandato a Capannori" che l'avversario Baldini avrebbe pronunciato. "Così, più o meno, si è espresso il terzo arrivato, promotore di ricorsi che hanno portato al commissariamento di Viareggio e al conseguente ritornare indietro della città, l'altra sera in una intervista - commenta Del Ghingaro - E questa è solo l'ultima frase offensiva, livorosa è cattiva che va dicendo nei miei confronti da un anno e mezzo.Com'è evidente questo signore non infama solo me, ma anche Capannori, comune che orgogliosamente ho amministrato da sindaco per dieci bellissimi anni. In sintesi, con una maleducazione senza preecedenti istituzionali, porta avanti la sua battaglia sbruffona, per creare (e crearsi) alibi per la sua ennesima sconfitta alle elezioni. Quindi non solo carte bollate, che ci costringono da un anno a frequentare le aule dei tribunali amministrativi e gli danno quella visibilità che politicamente non era mai riuscito ad ottenere, ma anche tante parole: brutte, imbarazzanti, volgari".

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"Non cado in queste miserrime provocazioni da quattro soldi - prosegue - Si è sindaco anche perchè si tengono comportamenti istituzionali, si rispetta il proprio territorio e quello degli altri, si è attenti alle persone, chiunque esse siano, si ascolta anche chi ti offende, perchè magari non arriva a capire, o è in difficoltà e non riesce ad uscirne. Questo non vuol dire essere novelli S.Francesco naturalmente, quando è necessario si alzano i toni, ma sempre dentro alle righe ben chiare del rispetto delle istituzioni e delle persone".

"Nessuna delle brutte parole che lui ed altri hanno voluto destinare alla mia persona e al comune in cui sono nato, intaccheranno il mio stile - conclude - Quelle frasi mi hanno ferito, è chiaro, e ho delle cicatrici anche grosse nell'anima, ma continueró a rispondere alle volgarità ed alle menzogne solo con bellezza e speranza, quelle cose che, insieme ad un comportamento corretto ed istituzionale, servono a Viareggio. Lo stile è come il coraggio di manzoniana memoria, se uno non ce l'ha non se lo puó dare".

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