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Muore dopo la fuga a cento all'ora, in tasca aveva cocaina
In rianimazione uno dei tre marocchini arrestati per spaccio di droga dopo l’incidente a Valpromaro
MASSAROSA. Centoquattro grammi di cocaina erano occultati nelle tasche dell’extracomunitario deceduto in conseguenza del terribile schianto contro un muretto di contenimento e del successivo volo di sei metri nelle acque gelide del torrente Freddana a Valpromaro della Fiat Bravo (non una Fiat 500 X come in un primo momento era stato comunicato da polizia e vigili del fuoco) che aveva a bordo altri tre marocchini tutti residenti nella zona di Massarosa e che, evidentemente, erano arrivati in Lucchesia per compiere la loro attività di spaccio. Nei loro confronti è scattato l’arresto per spaccio di sostanze stupefacenti. Dalle perquisizioni domiciliari successive non sono state rinvenute dosi di stupefacente o materiale usato per lo spaccio.
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La vittima. Nella notte la polizia ha identificato l’immigrato deceduto sul colpo nel tragico volo dell’auto dal parapetto del ponticello al termine di un folle inseguimento durato 12 chilometri dopo che la vettura non si era fermata all’alt della polizia. Si tratta di Ahmed Jarmouni, 33 anni, precedenti di polizia in materia di stupefacenti e non solo, irregolare e senza fissa dimora. È morto schiacciato all’interno della vettura sotto al tettino. Nelle sue tasche è stato rinvenuto lo stupefacente: 104 grammi di cocaina pronta per essere immessa sul mercato.
Gli arrestati. Come già riportato nell’edizione di ieri a cercare di fuggire dopo il terribile impatto è stato uno degli occupanti della vettura: Said Jarmouni, 20 anni, senza fissa dimora. Ha aggredito anche gli agenti della volante che avevano inseguito la Bravo con due di loro costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Nei confronti del marocchino è scattato l’arresto anche per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale oltre a quelle di spaccio. Alla guida dell’auto, che non è di provenienza furtiva e quindi era nella disponibilità dei quattro extracomunitari, c’era Bouchaid Jarmouni, 22 anni.
Nel tremendo impatto ha riportato lesioni alla testa e nella serata di mercoledì era stato ricoverato in rianimazione al San Luca a titolo precauzionale. Alla sua identità la polizia è arrivata solamente ieri mattina attraverso le impronte digitali perché l’immigrato non parla. Sia lui che il connazionale che gli sedeva accanto, Abdellah Aboussad, 29 anni, sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Addosso a uno dei quattro extracomunitari gli agenti della volante hanno rinvenuto 495 euro in contanti denaro ritenuto provento di spaccio e sono stati recuperati anche otto cellulari e materiale utile ai fini investigativi. Nelle prossime ore il magistrato Salvatore Giannino disporrà l’autopsia sul giovane deceduto.
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