Il Tirreno

Versilia

Voto contestato: il Consiglio di Stato allunga i tempi della sentenza

di Donatella Francesconi
Voto contestato: il Consiglio di Stato allunga i tempi della sentenza

Dopo l'annullamento delle elezioni a Viareggio da parte del Tar da Roma si attende il verdetto dei giudici che hanno venti giorni di tempo per decidere

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VIAREGGIO. Giornata di attesa, quella di giovedì 20, per l’udienza al Consiglio di Stato chiamato a confermare, respingere o riformare, con venti giorni di tempo per la sentenza, la decisione del Tar Toscana. Che il 12 luglio scorso ha annullato le elezioni amministrative 2015 a Viareggio, quelle che hanno visto eletto a sindaco Giorgio Del Ghingaro (candidato di cinque liste civiche) dopo il ballottaggio con Luca Poletti, in corsa per il Partito democratico. Quando, però, Carlo Annarumma - giudice incaricato di presiedere l’Ufficio elettorale centrale che deve convalidare i risultati definitivi del voto - esce dalla sala di rappresentanza del Municipio e si lascia scappare quel «è un disastro» che farà storia, è chiaro a tutti che qualcosa, nel lavoro di chi era ai seggi, non ha funzionato. Così, verbali pasticciatissimi alla mano, Massimiliano Baldini - candidato per una serie di liste civiche e partiti dell’area di centrodestra - presenta al Tar un dettagliatissimo ricorso, assistito dall’avvocato viareggino Carlo Andrea Gemignani.

Con sentenza non definitiva (20 gennaio 2016, numero 93), la seconda sezione del Tribunale amministrativo regionale dispone «una verificazione, ad opera del Prefetto di Lucca o di un funzionario da lui delegato, relativa alle sezioni 2, 14, 28, 29, 32, 34, 35, 38 e 51 ed alle circostanze analiticamente individuate» nel ricorso di Baldini. In quell’occasione il Tar dichiara «irricevibile, per tardività della costituzione in giudizio, il ricorso del sindaco eletto Giorgio Del Ghingaro.

Una volta effettuate le verifiche da parte della Prefettura e cercate invano le 675 schede vidimate e non utilizzate mancanti dal conto della sezione numero 2 (Lambruschini), il Tar Toscana annulla le elezioni, con sentenza definitiva del 12 luglio scorso ed un giudizio pesante sulle modalità elettorali di Viareggio. Perché per i giudici amministrativi «non diversamente da altre fattispecie decise dalla giurisprudenza, siamo, infatti, in presenza di un quadro assolutamente opaco in ordine alle modalità nelle quali si è svolta la competizione elettorale. In questo caso, infatti, è la stessa trasparenza del risultato elettorale ad essere compromessa».

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Contro la sentenza del Tar presentano ricorso: l’ex consigliere Gabriele Tomei (Lista Del Ghingaro) assistito dall’avvocato fiorentino Valerio Pardini; l’ex consigliere David Zappelli (capogruppo Lista Del Ghingaro) con l’avvocato torinese Carlo Emanuele Gallo; gli ex consiglieri Matteo Ricci, Riccardo Pieraccini, Paola Gifuni, Giampiero Ceccotti, Maria Stefania Carraresi attraverso lo studio legale romano “Cerulli Ielli-Lorizio & Associati”. E proprio da questo ricorso è arrivata la “novità” dell’udienza di ieri al Consiglio di Stato che ha visto tutti gli avvocati esporre per qualche minuto le ragioni dei propri clienti: il ricorso è stato notificato a Massimiliano Baldini ad un indirizzo di Firenze (domiciliatario per il Tar) quando lo stesso si era già domiciliato presso uno studio legale romano. E ciò può prefigurare una condizione di nullità del ricorso stesso.

La discussione davanti ai giudici delle terza sezione si è concentrata, in realtà su un punto del ricorso firmato dall’avvocato Gallo: il Tar Toscana ha respinto - nella sentenza provvisoria - la richiesta di annullamento totale delle elezioni avanzata dal ricorrente ed al suo legale; salvo poi decidere diversamente nel giudizio definitivo. Un’obiezione che in realtà la sentenza dei giudici toscani aveva prevenuto, spiegando che «si è trattato di una sentenza non definitiva che ha deciso alcune delle censure proposte con il ricorso, rinviando agli esiti della verificazione la decisione delle ulteriori censure (anche importanti il rifacimento del primo turno) che necessitavano di ulteriore istruttoria». Nessuno poteva immaginare, insomma, che in ben due buste (comunali e regionali) non si trovassero - dopo le verifiche della Prefettura - le schede vidimate e non utilizzate, in una quantità tale da «dare corpo a fondati sospetti in ordine alla attendibilità del risultato elettorale». Tanto che da più parti ci si chiede come possa non avere aperto gli occhi la Procura di Lucca, oggi guidata da Pietro Suchan, di fronte a tali elementi, con chiaro ed argomentato riferimento alla pratica della “scheda ballerina” utilizzata per i brogli elettorali.

Chi era in aula ad assistere non manca di sottolineare il peso giuridico della discussione dell’avvocato Carlo Emanuele Gallo, tra i più noti e preparati amministrativisti. E va segnalata anche la presenza in aula dell’avvocato della Regione Toscana il cui presidente Enrico Rossi è voluto intervenire con un atto “ad adiuvandum” nella vicenda delle elezioni amministrative viareggine. Una presenza che non mancherà di riaccendere le polveri delle contestazioni: la scelta di Rossi è stata duramente criticata anche dal Partito democratico, mentre Fratelli d’Italia in Regione ha scelto la strada dell’esposto alla Corte dei Conti, dato il coinvolgimento dell’avvocatura dello stesso Ente pubblico. Da evidenziare, infine, la mancata costituzione al Consiglio di Stato del Comune di Viareggio.

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