Il Tirreno

Versilia

«Perché ci sia pericolo va riconosciuto»

L’arringa dell’avvocato Francesco Mucciarelli per smontare i capi di imputazione

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VIAREGGIO. «Quando i pericoli non sono coperti dai principi di accettazione del rischio descritti nelle sezioni precedenti, la dimostrazione dell’accettabilità del rischio deve essere effettuata secondo un’accurata previsione e valutazione del rischio». È il principio fissato dalla “Raccolta di esempi di valutazione del rischio”, documento dell’Era (Agenzia europea per la sicurezza ferroviaria) portato in aula dal pubblico ministero Giuseppe Amodeo. Il documento continua: «Se un assile si rompe i rischi per la società sono incalcolabili» e, dunque, «la definizione dei criteri di accettabilità del rischio può concentrarsi sulla sicurezza del materiale rotabile».

Difficile sposare le parole di un documento fondamentale per la sicurezza ferroviaria dell’Europa intera, con il ragionamento proposto dall’arringa dell’avvocato Francesco Mucciarelli in aula ieri: «La semplice inosservanza di una regola cautelare da sola non contempera la fattispecie colposa». Perché va considerato il «tema della riconoscibilità della situazione di pericolo» e perché si debba invocare «la regola della diligenza occorre che situazione di pericolo sia o positivamente riconosciuta o almeno ex ante riconoscibile». Difficile pensare che le frasi del documento Era sui «rischi incalcolabili» di un deragliamento non siano sufficienti a disegnare la situazione di pericolo cui fa riferimento Mucciarelli.

Anche considerando che l’intero sistema di regole del trasporto ferroviario europeo che non è bastato ad evitare la strage di Viareggio è definito per il trasporto di merci pericolose. Con tanto di Regolamento comune (il Rid) senza il quale il treno non si muove neppure dalla stazione.

Ed allora vale la pena di un’ultima citazione dal documento Era portato in aula dalla Procura: «Poiché i guasti e gli errori sistematici non possono essere quantificati, devono essere gestiti qualitativamente mettendo in atto un procedimento di qualità e sicurezza compatibile con il livello di integrità di sicurezza necessario per il sistema sottoposto a valutazione». (d.f.)

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