Il Tirreno

Versilia

Mare pulito: in 2 anni finito solo un cantiere su tre

di Cesare Bonifazi
Mare pulito: in 2 anni finito solo un cantiere su tre

È stato speso soltanto l’11% delle risorse previste per i lavori sul territorio Secondo la Regione i ritardi derivano da alcune rotture nei tubi delle fogne

4 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Arrivati a metà del guado per i lavori della balneazione in Versilia, molto meno della metà è stato fatto. Il tema è quello degli interventi necessari a evitare che la fognatura finisca nei canali e quindi in mare, provocando conseguenti divieti di balneazione anche in piena stagione turistica.

A due anni dalla firma dell’accordo in Regione per realizzare le opere anti inquinamento è stato completato solo il 28,6% degli interventi previsti. Cantieri che corrispondono all’11,3% delle risorse in ballo. Parlando di numeri reali: l’accordo prevede 48 interventi per un totale di 38.379.827 euro ma al momento sono stati fatti solo 14 interventi per 4.353.959 euro. La fine dei cantieri sarebbe a fine 2018 ma il ritardo è consistente e l’ipotesi di una dichiarazione di slittamento ulteriore è dietro l’angolo.

Il collegio di vigilanza. Tutto regolare secondo il collegio di vigilanza guidato da Edo Bernini, già direttore del settore Ambiente e Energia in Regione, in passato assessore all'Urbanistica nel Comune di Figline Valdarno: non c’è bisogno di commissariare i lavori. «L’applicazione dell'istituto del commissariamento per inadempienza o per eccessivi ritardi - dicono da Firenze - richiede sempre una valutazione sulla disponibilità dei soggetti coinvolti e il verificarsi di situazioni di oggettiva difficoltà nel rispetto dei tempi». Situazione che, secondo il collegio, non si starebbe verificando. Non ci sarebbe, quindi, da parte degli enti un’inerzia tale da determinare questa scelta. «Si registra una partecipazione attiva da parte di tutti i soggetti coinvolti - scrivono dalla Regione - e un atteggiamento volto a recuperare il tempo perduto a causa di rotture e malfunzionamenti sulla rete fognaria e i ritardi nell’attivazione, esecuzione e conclusione dei lavori» è la dichiarazione ufficiale. Il collegio, il cui compito è quello di vigilare sull’adempimento dell’accordo, dovrà riunirsi di nuovo i primi giorni di novembre per fare nuovamente il punto della situazione.

Da dove arrivano i soldi. Intanto però i cittadini pagano a caro prezzo questo ritardo perché oltre 27 milioni e mezzo dei 38 sono a carico loro e vengono computati come “tariffa”. Considerando che per l'intera area gestita dall’azienda dell’acqua solamente 6,5 milioni di euro rimangono annualmente a Gaia per fare i lavori. Tutto mangiato da costi di gestione e debiti. La situazione potrebbe sbloccarsi: almeno secondo quanto dichiarato dal presidente di Gaia, Vincenzo Colle, il quale, durante l’assemblea pubblica a Piano di Mommio organizzata dal Tirreno, ha assicurato che «entro il primo semestre del 2017 arriverà il finanziamento strutturato» da 140 milioni di euro che potrebbe portare a cambiamenti visibili anche sul piano della velocità degli interventi. Ma facendo i calcoli sul momento, in cui questi soldi ancora non ci sono, il piano strategico prevede una precisa ripartizione della spesa. Oltre al contributo dei cittadini, quasi cinque milioni arrivano dal ministero dell’Ambiente, circa tre milioni e mezzo dalla Regione, 735mila euro dai Comuni. Altre risorse regionali sono state stanziate nel 2010 (circa tre milioni), sono andate a finanziare gli interventi di potenziamento del depuratore di Querceta e il completamento della rete fognaria di Avenza e un altro milione e 8 per l’abbattimento della carica batterica alle foci con l’acido peracetico.

I cantieri. L'accordo stipulato nell’agosto del 2014 però non si limita alla previsione degli interventi della cosiddetta “sperimentazione”, ma è volta alla risoluzione di tutte le criticità esistenti: lavori dovranno mettere in regola l’attuale sistema fognario che causa i divieti di balneazione. Sono da attivare ancora 15 interventi, per un totale di 8 milioni e 800mila euro (il 23% del costo totale) di cui 12 da sette milioni a carico di Gaia riguardo la fognatura e la depurazione, altri tre interventi sono a carico del Comune di Camaiore (quelli famosi alle foci dei Fossi dell'Abate, Fiumetto, Motrone). Secondo i dati a disposizione del collegio di vigilanza sarebbero 19 gli interventi in corso, per un totale di 25.415.957 euro (il 65,8% del costo totale) ma non è chiaro cosa si intende per “in corso”: se i lavori sono iniziati oppure se c’è stata solamente l’approvazione dei progetti. Di questi, 13 sono a carico di Gaia che dovrà intervenire su fognature e depurazioni. L’accordo prevede anche quattro interventi sulla fognatura di Camaiore. Gli ultimi due, a carico dei Comuni della Versilia, consistono nella verifica di allacci impropri ai sistemi di fognatura bianca (35mila euro) e un intervento a carico di Amia spa sulla fognatura di Carrara per 300mila euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web