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Lippi riparte dalla Cina. E si porta dietro Maddaloni come vice
L'ex tecnico allenerà la nazionale cinese. E come numero due si porterà dietro un altro viareggino (d'adozione)
VIAREGGIO. Non basta spendere 2 miliardi di dollari per lo shopping di team stranieri (come Inter e Milan in serie A) o gli oltre 500 milioni messi dei club della Super League per assicurarsi i grandi campioni internazionali per far migliorare il calcio in Cina: la Nazionale ne è la prova.
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Con le speranze di qualificazione a Russia 2018 appese a un filo sottilissimo, i vertici della Chinese Football Association guidata dal contestato (almeno dai tifosi) Cai Zhenhua si affida a Marcello Lippi. L'ex ct azzurro campione del mondo nel 2006 sta trattando gli ultimi dettagli dell'accordo che prevede debba avere come vice Massimiliano Maddaloni, suo numero due ai tempi del Guangzhou Evergrande con cui ha vinto tre Super Lega e Champions asiatica nel 2013.
La prossima settimana, Lippi vedrà la controparte cinese per definire i tasselli sui reali margini di manovra per lavorare non al rilancio della squadra, ma alla "costruzione ex novo", nell'ambito di un progetto che, per efficacia, "non potrà che essere di ampio respiro". L'ufficializzazione dovrebbe maturare entro il primo novembre, giorno di partenza della Nazionale in ritiro per preparare la sfida decisiva contro il Qatar.
Il team ha incassato 3 sconfitte di fila (contro Corea del Sud, Siria e Uzbekistan) su 4 incontri disputati nella seconda fase preliminare per Russia 2018. Le chance di qualificazione sono minime: 1 punto e fondo classifica. Il 6 ottobre, con lo stop interno per 1-0 a Xìan contro la Siria, i tifosi scesero per le vie della città per maifestare (anche sul web) la forte delusione; il tonfo successivo a Tashkent contro l'Uzbekistan (2-0) spinse l'allenatore Gao Hongbo a gettare la spugna.
Una figuraccia per un Paese che, sotto la guida del "primo tifoso", il presidente Xi Jinping, s'è dato l'ambizioso target di scalare la classifiva Fifa dall'attuale 78/mo posto fino a organizzare nel 2030 i Mondiali (magari vincendoli), col piano di 50 milioni di giocatori entro il 2050 grazie anche a risorse accantonate per 850 miliardi di dollari.
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Interessante è l'esperienza (breve) di Alberto Zaccheroni sulla panchina del Beijing Guoan, la squadra della capitale che gioca nel centralissimo Stadio dei Lavoratori e di cui si dice - senza però alcuna conferma - che Xi sia tifoso. L'ex allenatore di Juve, Milan e della Nazionale del Giappone, raccontò con stupore, tra le altre cose, che la società non aveva il team di medici e fisioterapisti, che nella 'primavera' giocavano atleti trentenni (una sorta di squadra B) e che il campo di allenamento "non tornava": alle misurazioni, era risultato più corto di 20 metri del regolamentare. I soldi aiutano, ma programmazione e metodo per la "Lunga Marcia" nel calcio sono altro.
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