Il Tirreno

Versilia

Attività chiuse dalle 19,30 «Uno stop era necessario»

di Donatella Francesconi
Attività chiuse dalle 19,30 «Uno stop era necessario»

Confesercenti e Confcommercio chiedono subito il Piano del commercio Più divisa la politica ma il plauso per il commissario prefettizio è unanime

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VIAREGGIO. L’ordinanza del commissario prefettizio Fabrizio Stelo che impone lo stop alle 19,30 per undici attività commerciali tra stazione e centro, tutte gestite da stranieri, è «la cronaca di una morte annunciata». A parlare così è Esmeralda Giampaoli, presidente di Confesercenti Versilia. Che continua: «È l’ “ultima ratio”, l’unica cosa che si poteva fare in questo momento, dopo i fatti ripetuti dell’estate appena terminata. Ma è anche una sconfitta collettiva e, soprattutto, non può essere il punto finale».

Perché - si aggiunge la voce di Confcommercio Versilia - «la chiusura serale dei locali attorno a piazza Dante operata dal commissario Stelo è un atto doveroso. Ma il problema va risolto alla radice una volta per tutte, evidenziando quali tipi di attività possono operare in determinate zone cittadine».

Lo strumento necessario è il Piano delle funzioni che oggi - ricorda Giampaoli - «deve essere particolareggiato». A Viareggio non si è mai riusciti, amministrazione dopo amministrazione, a portarlo in approvazione in consiglio comunale. Idee, progetti, documenti messi a punto si sono persi in cassetti ed archivi del Comune, ed oggi «il provvedimento preso ci dice che c’è stato un errore di valutazione nelle politiche di programmazione del territorio, in termini di offerta merceologica».

In centro città, sottolinea Piero Bertolani, presidente di Confcommercio Viareggio, «si è creato un polo di attività, una concentrazione di offerta che attira per lo più un certo tipo di clientela. Non è colpa dei commercianti, ma è la realtà. Ed è il risultato di una mancanza di programmazione».

La realtà appare netta anche nel comunicato di Confcommercio: «Ad oggi l'uscita della stazione è spesso il primo impatto che molti visitatori hanno con Viareggio ed è desolante vedere come è ridotta la zona di piazza Dante, tra risse, furti e spaccio di droga. La situazione è degenerata a tal punto che ora, chi arriverà in orario serale si troverà davanti un contesto spettrale con tutti negozi e le botteghe chiusi, con un provvedimento inevitabile emanato dal commissario che ha evidentemente compreso la gravità della situazione».

Eppure è la stessa piazza Dante che è stata teatro di un consistente intervento di riqualificazione pagato con i finanziamenti della Regione. Collegati con gli interventi sulla mobilità perché in quella piazza avrebbe dovuto trovare collocazione il capolinea degli autobus, nell’intento di fare della stazione di Viareggio la stazione della Versilia. Il denaro, finalizzato, è stato speso e l’intervento non è concluso, mentre la piazza ha aggiunto degrado al degrado. Senza che nessuno si senta in dovere di dare spiegazioni o terminare l’opera.

La reazione dei viareggini corre sui social, divisa tra il plauso all’intervento del commissario che ha agito avendo tra le mani pagine e pagine di rapporti delle forze di polizia e chi grida al razzismo, alla paura che la piazza senza neppure un locale aperto sia più abbandonata da tempo, alla necessità di controlli costanti ed efficaci che permettano ai commercianti di lavorare senza il tipo di clientela che poi si rende protagonista di atti di violenza. Ed è più o meno lo stesso sul fronte della politica cittadina.

«L'ordinanza emessa dal commissario va valutata per quello che è: una soluzione straordinaria dettata da specifiche e gravi contingenze e di carattere esclusivamente temporaneo», è la posizione del Partito democratico. Che aggiunge: «Detto questo riteniamosi debba lavorare nella direzione di favorire la presenza di nuove attività nella zona sia di carattere pubblico che privato al fine di renderla viva e frequentata dalla gente».

Per Forza Italia, il coordinatore comunale, a nome del coordinamento tutto, sottolinea che la scelta del commissario «è segno positivo ed evidente di due fattori: la sinergia tra tutti gli attori che hanno il dovere istituzionale, Prefettura in testa, di recepire le istanze dei nostri territori; poi, la capacità di chi oggi amministra la città di Viareggio di individuare le necessità vere e pressanti dei cittadini e agire di conseguenza, velocemente e dritto al punto».

Per Massimiliano Baldini (Movimento cittadini) «l'ordinanza è pienamente giustificata dalla straordinarietà della situazione che si è determinata, come accertato in atti, nella piazza della Stazione e nelle zone limitrofe. Mi auguro che sia solo l'inizio di decisioni finalmente adeguate allo stato di insicurezza che da troppo tempo vive l'intera città».

Da Fratelli d’Italia - forza politica che in città vede più di un commerciante tra le proprie fila, un messaggio alle undici attività colpite dall’ordinanza del commissario: «La speranza è che siano stimolati a fare la loro parte per tutelare le loro attività e la zona da certe presenze». Mentre per la Lega Nord, la ex capogruppo Maria Domenica Pacchini chiede che sia garantita «una vigilanza mirata, cosa che non dubito sia già stata pianificata, nei pressi dell'unico esercizio, il bar della stazione che, per garantire il servizio fino all'arrivo dell'ultimo treno, rimarrà aperto». Il rischio, infatti, è quello della concentrazione proprio lì del “popolo” delle risse e delle aggressioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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