Il presidio
La nuova struttura attende da 4 anni il completamento
VIAREGGIO. Qualche mese fa il “Tirreno” si era rivolto all’assessore regionale Marco Remaschi per capire che cosa aveva in mente di fare la Regione del mercato ittico in costruzione con i fondi dello...
VIAREGGIO. Qualche mese fa il “Tirreno” si era rivolto all’assessore regionale Marco Remaschi per capire che cosa aveva in mente di fare la Regione del mercato ittico in costruzione con i fondi dello stesso Ente, i cui lavori non sono mai ripresi dopo il fallimento - nel 2012 - dell’impresa che aveva vinto l’appalto. Nessuna risposta è mai arrivata, ed oggi la questione di terminare l’opera che è la grande “incompiuta” di Viareggio si pone con maggior forza vista la chiusura, ampiamente prevista, del vecchio mercato ittico per le carenze evidenti. Nessuna risposta è mai arrivata da Firenze. Eppure il completamento dei lavori è ormai di competenza della Regione da quando il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo fece la scelta di passare tutto a Firenze. Erano i mesi in cui porto e Comune erano attraversati dall’inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca. I quali stavano entrando fin dentro i “nodi” più aggrovigliati delle vicende viareggine. E tra queste quella del mercato ittico nuovo, per il quale si sospettava la scomparsa di trecentomila euro. In un quadro che il Gip Mugnaini - nell’archiviare la richiesta di perquisizioni ed intercettazioni avanzata dagli inquirenti - così descrive nel verbale dell’udienza in cui ascolta l’allora dirigente dei lavori pubblici del Comune: «A quanto ho capito il denaro è stato erogato...il Comune l’ha buttato nel calderone del bilancio e, quindi, non c’era neanche forse contezza...diciamo, della cifra precisa...Questo dà un po’ l’idea del perché si può essere creato un problema di quantificazione esatta del finanziamento». Di fronte a questa affermazioni Raffaelli conferma che ciò avveniva per tutti i lavori pubblici a finanziamento vincolato. L’inchiesta subisce lo stop deciso dal Gip e la ricerca dei trecentomila euro passa “in cavalleria”.
Oggi nessuno ha ripreso i lavori, quattro anni dopo il fallimento dell’impresa. E terminare l’opera sembra una “patata” bollente con la quale nessuno intende cimentarsi. Forse per il quadro portato alla luce dai carabinieri che hanno conquistato sul campo la fiducia di tanti che dal Municipio sono passati ricoprendo anche ruoli amministrativi. È il caso dell’assessore della Giunta Betti, Alessandro Augier. Che tentò di riprendere i lavori e che agli inquirenti dichiara: «Reputo che l’affermazione che più si attaglia è quella utilizzata dalla consigliera Rossella Martina, in un consiglio comunale dove cita i “gangli di potere”». Perché, continua Augier, «all’interno del sistema locale viareggino presenziano personaggi che fanno del Comune la propria azienda privata». Tanto che la sensazione è quella «di una gestione privatizzata del bene pubblico». (d.f.)
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