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All’ex Tabarracci arriva il cardiologo per ridurre le attese
Grazie alla collaborazione tra ospedale e medici di famiglia verranno fatte le visite per due volte al mese a Viareggio
VIAREGGIO. All’ex ospedale Tabarracci arriva il cardiologo. Per due volte al mese, a partire da dicembre, verranno fatte le visite complete - elettrocardiogramma, ecografie al cuore - ai pazienti che ne hanno necessità negli spazi dei medici di famiglia, all’interno del distretto Asl di via Fratti.
La notizia la dà il direttore della cardiologia dell’ospedale Versilia, il dottor Giancarlo Casolo. Spiegando che il servizio arriverà a Viareggio «dopo essere stato sperimentato con successo alla Croce Bianca di Querceta». Ovviamente con un altro bacino d’utenza. All’ex Tabarracci, ogni giorno, si rivolgono centinaia di viareggini per numerosi bisogni: dal medico generico alla prenotazioni visite ed esami, passando per analisi del sangue e certificazioni socio-sanitarie. Il vecchio ospedale, come si dice in gergo, resta un punto di riferimento fondamentale: non solo per chi abita a due passi, e dunque lo sfrutta per comodità, ma anche per i tanti abituati da sempre a questa struttura. Per quanto fatiscente e con numerose pecche dal punto di vista della comodità, leggi parcheggi.
Il nuovo servizio, spiega il dottor Casolo, verrà inaugurato a dicembre «grazie alla collaborazione tra medici di famiglia e medici specialisti». Saranno proprio i medici generici, che hanno sott’occhio quotidianamente i pazienti (soprattutto quelli cronici), a indicare al cardiologo chi ha bisogno di una visita specialistica. Ma soprattutto a loro spetterà classificare le urgenze, in modo da capire di cosa ha bisogno il paziente e quando. In questo modo l’assistenza medica potrà essere programmata nella maniera giusta.
Questo patto, insomma, potrebbe avere un ruolo importante nella riduzione e nella riqualificazione delle liste d’attesa delle visite cardiologiche. Uno dei problemi delle liste d’attesa in generale è proprio il collegamento imperfetto tra il primo step (il medico di famiglia che in genere vede il paziente per primo) e il secondo (lo specialista che ha il compito di approfondire e verificare il problema di salute). Quando questa cinghia di trasmissione non funziona, succede che all’anziano che ha male a un ginocchio venga prescritta una risonanza magnetica, quando si può supporre che si tratti di una comune artrosi. Oppure che si indichino come necessari esami complicati, quando invece può essere sufficiente un’ecografia. È chiaro che, a fronte di numerose richieste “inappropriate”, le liste d’attesa si ingolfano. Se invece, come dovrebbe essere sempre, c’è un patto tra i medici, il generico e lo specialista, che costruisca correttamente il percorso di cura nei tempi che il paziente richiede - quindi non urgenti se non c’è bisogno e urgenti quando invece ce n’è - si può rendere il sistema meno macchinoso. E più funzionale.
Altro paio di maniche è quello relativo alle condizioni dell’ex Tabarracci. Il vecchio ospedale viareggino ne ha passate parecchie, e si vede. Quando c’era l’azienda sanitaria della Versilia, la linea era che si doveva spostare buona parte dell’assistenza medica sui territori, nelle cosiddette “Case della salute” che poi sono i distretti Asl. Il progetto non è mai decollato veramente: in Versilia funziona bene la Croce Bianca a Querceta, problemi si registrano invece altrove. Ad esempio all’ex ospedale di Viareggio, un po’ decrepito e diciamo anche piuttosto insicuro, visto che ci entrano dentro spesso ladri-vandali. Se in futuro ci fosse un restyling non sarebbe male.
@matteotuccini
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