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I Paladini apuoversiliesi: avevamo ragione noi

FORTE DEI MARMI. È soddisfatta Orietta Colacicco, memoria storica dei Paladini Apuoversiliesi e delle loro battaglie a tutela del territorio, dai risultati del Forum sull’erosione appena conclusosi,...

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FORTE DEI MARMI. È soddisfatta Orietta Colacicco, memoria storica dei Paladini Apuoversiliesi e delle loro battaglie a tutela del territorio, dai risultati del Forum sull’erosione appena conclusosi, e lo è come solo chi vede, dopo tanto tempo, riconosciute le proprie ragioni. Una bella soddisfazione.

«Certo, dopo 17 anni di battaglie e di sensibilizzazione - commenta la presidente dei Paladini - viene confermato scientificamente quanto abbiamo sempre invocato: e cioè il no a tutte le opere a mare rigide. Come ha detto il prof. Mauro Rosi dell’Università di Pisa “in mare non va messo neanche un sasso per opere rigide”. Per combattere e ridurre l’erosione vanno individuati altri interventi. E secondo lo stesso Rosi la soluzione migliore è il ripascimento attraverso lo spostamento della sabbia in abbondanza in alcuni punti a favore degli spazi in erosione».

Sono stati, dunque, tre giorni importanti per questa battaglia che minaccia l’economia di un grande comprensorio turistico. «In questi tre anni i 59 relatori del Convegno, provenienti da tre continenti – prosegue Colacicco - hanno contestualizzato il tema della erosione delle coste apuoversiliesi e fatto emergere, sulla base dei loro studi e delle loro esperienze in tutto il mondo, le possibili opzioni per assicurare il mantenimento ed eventualmente la ricostruzione, con standard ottimali, delle spiagge per l’attività turistico balneare. Tirando, dunque, le fila, secondo il prof. Rosi emerge che dagli anni 60/70 per far fronte ai gravi problemi erosivi sottoflutto al porto di Marina di Carrara sono state realizzate infrastrutture rigide (scogliere) sia per la difesa della strada costiera, che per il contenimento del fenomeno erosivo, causando non solo un crescente degrado della costa di Marina di Carrara e di Marina di Massa, ma anche facendo spostare l’erosione verso sud, innescando di conseguenza il circolo vizioso, che di volta in volta, portava ad estendere ulteriormente le scogliere e i pennelli sempre più a sud. E ora tali strutture arrivano a lambire il comune di Montignoso. I trend mondiali degli ultimi decenni, al contrario, hanno seguito strade diametralmente opposte a quello delle opere rigide, ovvero hanno sempre di più favorito azioni di ricostruzione degli arenili».

«Secondo il Forum di Forte dei Marmi voluto dal sindaco Buratti, – prosegue Colacicco - ci sono nel comprensorio apuoversiliese grandi zone di accumulo che sono le imboccature e le aree sopraflutto dei porti di Viareggio e Marina di Carrara, le foci dei fiumi navigabili per il diporto di Arno e Magra e la cosiddetta “zona di convergenza” della cella che va dalla Capannina di Forte dei Marmi alla Bussola, accumuli che producono disagi ai porti, ma anche ai turisti, che per fare il bagno devono fare chilometri. La raccomandazione quindi è quella di portare queste sabbie in eccesso nelle aree in erosione, quali Marina di Massa, Ronchi, Poveromo, Cinquale e sino a Vittoria Apuana, dove l’erosione sta avanzando, specialmente in mare».

Secondo i Paladini dopo tre anni di riflessioni utilissime e di discussione è giunto adesso il momento di rimboccarsi le maniche di passare all’azione, come ha concluso il presidente Colacicco, sperimentando subito in spazi ridotti per poter controllare i risultati e poi oculatamente procedere: «Non a caso il dottor Pellegrini dell’Ispra di Livorno, ha ricordato il loro compito: quello di controllare la qualità dei sedimenti, cioè della sabbia. E se come dice Rosi – conclude Orietta Colacicco - neanche un sasso deve tornare in mare, noi Paladini continueremo a dire con eguale vigore il nostro no all’ampliamento del Porto di Carrara e a quello di Cinquale». (a.p.)

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